“Il sorteggio è l’ affermazione di un principio inaccettabile, perché costituisce un vulnus ai principi della democrazia elettiva, non solo dei magistrati”. Cos il pm Il pm antimafia Henry Joon Woodcock ha voluto spiegare le ragioni per cui in questi giorni sta girando la Campania per sostenere le ragioni del No al referendum del 22 e 23 marzo prossimo. Dopo Solofra, il pm dell’antimafia ha partecipato all’incontro Questa sera, nella Sala consiliare del Comune di Monteforte Irpino, “Giustizia è partecipazione”. All’iniziativa promossa da Laboratorio Civile su iniziativa di Piercarmine Lombardi e Angelo Damiano hanno preso parte oltre il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Woodcock, il professor Felice Pier Carlo Iovino, docente di Diritto processuale penale all’Università di Salerno, e Piercarmine Lombardi, cultore della materia in Procedura penale nello stesso ateneo.
“C’è un vizio di base in questa riforma – affema Woodcock- quello di aver proposto al suffragio universale questioni tecniche che si sarebbero potute risolvere con legge ordinaria». La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri — uno dei cardini del quesito — poteva restare fuori dalla Costituzione. Bastava una commissione bicamerale. Nessuno l’ha voluta”.
Poi il pm dell’ Antimafia si sofferma sulle fondamenta del disegno di legge voluto dal governo Meloni: “Questa riforma non serve a risolvere nessun problema della giustizia.Non serve a risolvere il problema serio dei tempi del processo civile e penale, che affaticano da una parte l’imputato e che, fanno sì che gli stranieri non vengano a investire in Italia, perché il processo civile dura un’eternità. Non serve a risolvere il problema della carcerazione preventiva, perché l’oggetto di questa riforma non è la carcerazione preventiva, e serve soprattutto a far spendere un sacco di soldi. Quello che i cittadini italiani devono sapere è che questa riforma, se dovesse passare, comporterà la duplicazione, la triplicazione delle spese. Con questi soldi si sarebbe risolto il problema delle carceri: la gente muore in carcere, non se ne parla più, parliamo solo di referendum, ma la gente continua a morire in carcere.
Il sorteggio per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura — la norma che il governo difende con più convinzione — è per Woodcock la parte peggiore: “Il sorteggio — per me e per quelli come me che sono tendenzialmente aperti alla separazione delle carriere, che si poteva fare attraverso una legge ordinaria, come ha detto la Corte Costituzionale, è il vero abominio e l’aberrazione di questa riforma, perché colpisce, alla pancia, allo stomaco, l’organo di autogoverno che è il Consiglio Superiore della Magistratura. Ma soprattutto afferma un principio democraticamente abnorme, e cioè che un corpo dello Stato — i magistrati — viene privato del diritto, per sempre, perché verrà scritto in Costituzione, di eleggersi democraticamente i propri amministratori. E questo pur volendo ammettere che si tratta di un organo solo di alta amministrazione. Il magistrato non potrà più eleggersi liberamente l’amministratore del proprio organo di autogoverno. Ora, se i magistrati sono una categoria qualificata — laureati, concorso vinto, curriculum da esibire come possiamo pretendere, per esempio, che l’elettore di un consiglio comunale sciolto per mafia o per camorra, dopo il commissariamento, sia in grado di andare a eleggere i propri amministratori e i propri rappresentanti?



