Valentina Nappi ad Avellino per raccogliere firme contro la cosiddetta “tassa etica”. L’iniziativa, promossa dai Radicali Italiani in Piazza Libertà, ha come obiettivo l’abolizione dell’addizionale fiscale applicata a specifiche attività economiche. Una proposta di legge di iniziativa popolare è stata presentata nei giorni scorsi al Senato.
“Non si tratta di una tassa sui ricchi – ha spiegato – ma di un’imposta che colpisce chi opera nel settore dell’intrattenimento per adulti, chi si occupa di astrologia e altre attività considerate non etiche. Questo significa che lo Stato può decidere di imporre un aggravio fiscale del 25% a determinate categorie di lavoratori. Le tasse dovrebbero servire a finanziare i servizi e a redistribuire le risorse, non a punire”.
L’attrice ha inoltre denunciato la persistente discriminazione culturale nei confronti delle persone che vivono liberamente la propria sessualità: “Credo esista un pregiudizio verso chi viene percepito come diverso o fuori dagli schemi. Lo vediamo nei confronti delle persone queer e delle persone transgender in diverse parti del mondo. È una tendenza che va contrastata sul piano culturale”.
La campagna per l’abolizione della tassa etica è sostenuta da +Europa e dai Radicali Italiani. In una nota, Alfonso Maria Gallo, della Direzione nazionale di +Europa, e Bruno Gambardella, presidente del Comitato nazionale Radicali Italiani, entrambi presenti all’iniziativa a Piazza Libertà, hanno definito la misura “ingiusta, incostituzionale e apertamente discriminatoria”.
“Da oltre vent’anni – si legge nella nota – lo Stato italiano impone una morale attraverso il fisco, applicando un’addizionale del 25% su Irpef e Ires ai lavoratori del settore pornografico. Una misura che discrimina una specifica categoria di contribuenti sulla base di un pregiudizio incompatibile con i principi di uguaglianza e laicità dello Stato”.




