Rosa Bianco
Nel cuore della ricorrenza civile del 17 marzo, Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, Montefredane ha rinnovato un rito che non appartiene soltanto alla memoria, ma si è proiettato con decisione nel futuro della Repubblica. L’Amministrazione comunale ha infatti scelto di celebrare questa giornata non con formule retoriche, ma con un gesto concreto, rivolto a chi rappresenta la promessa più autentica del Paese: i giovani.
In questo solco si è inserita l’iniziativa che ha coinvolto gli studenti della scuola secondaria di primo grado, ai quali il sindaco Ciro Aquino ha consegnato una copia della Costituzione della Repubblica Italiana. Un momento semplice solo in apparenza, che ha racchiuso invece un significato profondo: trasmettere il senso della cittadinanza come responsabilità viva, quotidiana, mai scontata.
Alla presenza del dirigente scolastico Attilio Lieto, l’incontro si è configurato come uno spazio di dialogo autentico, in cui i valori fondanti della Repubblica sono usciti dalla dimensione astratta per diventare materia di confronto e consapevolezza. Il volume consegnato agli studenti, arricchito dalla prefazione della ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha rappresentato non solo un testo da leggere, ma uno strumento per comprendere il delicato equilibrio tra diritti e doveri che sostiene la vita democratica.
Nel suo intervento, il sindaco ha saputo restituire il senso più autentico dell’iniziativa, intrecciando memoria storica e responsabilità civica. Ha ricordato come quella giornata abbia celebrato «l’unità nazionale, la bandiera, l’inno e la Costituzione», sottolineando che non sia stato casuale aver scelto proprio questa data per consegnare agli alunni delle scuole medie la Carta fondamentale. Ha evocato il lavoro dei Padri costituenti, definendolo un «dibattito parlamentare serrato, serio e responsabile», da cui è nato l’atto fondativo della Repubblica.
Ma soprattutto, ha rivolto ai ragazzi un messaggio che ha superato la dimensione istituzionale per assumere quella, più intima, dell’eredità morale: la Costituzione è stata consegnata «con l’auspicio che questa carta possa essere la loro bussola nella loro vita», capace di guidarli «come cittadini consapevoli delle istituzioni» e, ancor più, «come cittadini italiani orgogliosi del tricolore e della nostra patria».
In queste parole si è colta la cifra più significativa dell’intera iniziativa: la volontà di restituire centralità alla formazione civica come pilastro della convivenza democratica. In un tempo in cui il rapporto tra cittadini e istituzioni appare spesso segnato da distanza e disillusione, Montefredane ha offerto un esempio concreto di come sia ancora possibile costruire ponti, partendo proprio dalle nuove generazioni.
Non si è trattato soltanto di una cerimonia, ma di un atto di fiducia. La consegna della Costituzione ha assunto così il valore di un passaggio simbolico tra chi ha ereditato la Repubblica e chi sarà chiamato a custodirla e rinnovarla. Ed è proprio in questo passaggio che si è misurata la vitalità di una comunità: nella capacità di trasmettere non solo conoscenze, ma senso di appartenenza, responsabilità e orgoglio civile.




