Il giorno dopo la delusione, se quella c’è stata, lascia il posto alla speranza. E alla consapevolezza. Mirabella Eclano non sarà Capitale italiana della Cultura per l’anno 2028, ieri al Mibac, alla presenza del ministro Giuli ha vinto Ancona, una delle altre nove finaliste. Ma l’unica a rappresentare la Campania, sicuramente sta vivendo una nuova dimensione. E questo è sintomo di una forte, e rinnovata, capacità di crescita. “La qualità dei dossier è sostanzialmente cresciuta – hanno detto i componenti della commissione giudicatrice -. Le dieci città finaliste hanno dimostrato visione, capacità manageriali e valorizzazione del territorio, realizzando programmi di teatro, musica, archeologia e qualsiasi forma d’arte: cose per le quali l’Italia fa invidia a tutto il mondo “. Come la “passione, la convinzione, il senso di squadra capace di unire campanili e ideologie diverse”.
“Non è certamente una sconfitta – sostiene l’assessore alla Cultura del Comune irpino, Raffaella Rita D’Ambrosio – perché da ieri siamo ancora più impegnati a lavorare per il progetto “Appia dei popoli (il titolo che ha dato il nome al dossier presentato, ndr)”. Quindi aggiunge: “Non abbiamo vinto


