E’ stato il Circolo della Stampa di Avellino ad accogliere l’evento inaugurale delle celebrazioni legate al centenario del conferimento del Premio Nobel alla scrittrice sarda, la prima donna italiana cui sia stato conferito il prestigioso riconoscimento mondiale dall’Accademia di Stoccolma. A promuovere il ciclo di incontri il pittore sardo Alfonso Silba, con i suoi bellissimi quadri dedicati all’opera letteraria della Deledda. Protagonisti del primo incontro il professore Luigi Anzalone e l’avvocato Emanuela Sica, che hanno curato la riedizione di “Canne al vento”, accompagnata da due saggi critici da loro curati. Se Anzalone si sofferma sulla personalità e l’opera della Deledda e di “Canne al vento”, Sica consegna ai lettori un acconto poetico-letterario che vede Deledda protagonista dalla sera del conferimento del Nobel.
Nei loro interventi, preceduti da quelli della professa Ilde Rampino e di Silba, Sica e Anzalone hanno posto l’accento sulla statura della Deledda sia come femminista convinta e colta in una Sardegna e in un’Italia arretrata e bigotta, sia come scrittrice e poetessa di particolare e profonda e ispirazione. “Anche in questo caso – ha ricordato Anzalone – osteggiata dall’Italia letteraria non solo fascista ma anche liberale. E’ il caso di Benedetto Croce, che fu autore nel 1934 di una stroncatura della Deledda di gratuita rozzezza e infelicità. Ben diverso fu il giudizio e il plauso della cultura europea, a prescindere, se si potesse, dal Nobel e a cominciare da Lawrence”.



