Una vita a destra. Con coerenza e passione. Un ritratto con il quale anche questa mattina, ad un anno esatto dalla sua scomparsa, è stato tratteggiato il ricordo di Franco D’Ercole, storico esponente della destra avellinese, cresciuto politicamente nel Movimento Sociale Italiano e mai trasmigrato in altri partiti che non fossero figli di quella fiamma tricolore. A ricordarlo, nell’evento organizzato per l’occasione dal Centro Studi ‘Tatarella-D’Ercole’ presso il Circolo della Stampa di Avellino, il figlio, Giovanni D’Ercole, e tanti amici di vecchia data, anche avversari politici: Gianfranco Rotondi, Alberta De Simone, Antonio Bassolino e Fabrizio Tatarella.
Durante l’evento sono stati letti messaggi di personalità politiche che pur essendo impegnate altrove, hanno voluto testimoniare un proprio ricordo e il proprio affetto per Franco. Tra questi anche il neo capogruppo del centrodestra in consiglio regionale, Gennaro Sangiuliano, e l’ex ministro Maurizio Gasparri: “Franco era una persona molto seria – ha detto Gasparri –, è sempre stato mio amico. E’ sempre rimasto un rapporto personale di grande stima. Era molto legato a Pinuccio Tatarella. Ricordo il suo impegno nel settore della Giustizia, i suoi richiami alla certezza della pena, alla legge e all’ordine, valori che la destra, e poi il centrodestra, ha cercato sempre di affermare e difendere. Ha avuto meno soddisfazioni di quelle che avrebbe meritato, questo mi sento di dirlo. E’ stato assessore nella giunta regionale Rastrelli, poi ha vissuto un territorio spesso preda del trasformismo, dove non è stato mai facile affermare i valori della destra, ma lui è stato sempre un uomo di valore, militante e coraggioso. Un vero amico”.
L’ex governatore della Campania Antonio Bassolino ha ricordato gli anni in cui erano avversari nel consiglio regionale: “Stavamo su posizioni molto diverse, ma abbiamo sempre avuto un rapporto di reciproco rispetto e reciproca stima. Perché è legittimo avere posizioni diverse, però sempre dentro un limite giusto, perché il conflitto quando viene fatto bene aiuta la crescita civile”. Il nipote di Pinuccio Tatarella, Fabrizio, lo ha collocato con precisione nel solco della destra irpina: “Franco D’Ercole era il Tatarella dell’Irpinia, era uno dei più grandi collaboratori di Pinuccio Tatarella. Uomini come Franco D’Ercole hanno rappresentato nel migliore dei modi la destra in questa città di Avellino”. Infine Gianfranco Rotondi: “Franco era capace di posizioni chiare ma anche di sintesi coraggiose, non fu un uomo di parte chiuso alle ragioni degli interlocutori. Questa apertura ha provocato questo moto di affetto che dura ininterrottamente dalla sua scomparsa e continua oggi con questa testimonianza”.
“Era di destra perché amava l’Italia – ha detto il figlio Giovanni -. Non è mai stato un nostalgico nel senso caricaturale del termine. Credeva nella democrazia interna dei partiti, nei congressi, nella partecipazione vera”. E sempre Giovanni, pochi giorni fa, proprio in vista dell’anniversario di oggi, aveva scritto in memoria del padre: “Un anno senza la tua voce, senza il tuo sguardo fermo, senza quella coerenza che non era solo una parola per te, era un modo di stare al mondo, di fare politica, di guardare gli altri negli occhi senza abbassare mai la testa. Papà ci ha lasciato quasi un anno fa, ma chi lo ha conosciuto sa bene che certe presenze non si spengono davvero. Restano nel ricordo di chi ha condiviso con lui battaglie, idee, sogni per questa terra. Restano nel rispetto affettuoso dei suoi avversari. Restano nelle parole che ha pronunciato, nelle scelte che ha compiuto, nella dignità con cui ha attraversato la vita pubblica senza mai tradire sé stesso e chi in lui ha creduto. Papà apparteneva a quella rara categoria di persone che il rispetto lo guadagnano al di là degli schieramenti, con la forza delle idee e l’esempio della coerenza. La Coerenza non era uno slogan. Era lui”.




