Sabato, 3 Ottobre 2026
19.44 (Roma)

Ultimi articoli

Avvocati e rimpatri, un paese che legifera contro se stesso

– di Pellegrino Palmieri –

L’Italia è un paese che invecchia. Non è uno slogan: è un dato strutturale. Interi territori, soprattutto nel Mezzogiorno, stanno scivolando verso un lento svuotamento demografico e sociale. I giovani partono, gli anziani restano. E sempre più spesso restano soli. La prospettiva, per molti, è una vecchiaia vissuta tra isolamento e strutture assistenziali, in comunità sempre più fragili e senza ricambio. Nel frattempo, pezzi fondamentali dell’economia reale faticano a reggere. Agricoltura, allevamenti, edilizia, siderurgia: settori duri, concreti, che tengono in piedi filiere decisive del nostro sistema produttivo. In questi ambiti, la manodopera manca. E quando manca, non si tratta di un problema astratto: significa campi non raccolti, stalle che chiudono, cantieri che rallentano, produzioni che si fermano. C’è un punto che la politica fatica ad affrontare con lucidità: senza il lavoro degli immigrati, oggi, una parte rilevante dell’Italia si bloccherebbe. Non è un’opinione ideologica, è un fatto. Dalla filiera del latte, e quindi eccellenze come parmigiano, grana, prosciutti, fino alle campagne del Sud e ai cantieri urbani, la presenza di lavoratori stranieri è diventata strutturale. Toglierla, o ostacolarla in modo irrazionale, significa colpire direttamente la capacità produttiva del paese. Eppure il dibattito pubblico continua a muoversi lungo linee emotive: paura, contrapposizione, propaganda. Come se l’immigrazione fosse solo un problema di ordine pubblico o di consenso elettorale. Così non è. L’immigrazione è, prima di tutto, una questione economica, demografica e sociale. Le società avanzate, quando raggiungono un certo livello di benessere, smettono di crescere demograficamente. È un fenomeno noto. Allo stesso tempo, i cittadini tendono ad abbandonare i lavori più pesanti, meno attrattivi. Non per colpa, ma per evoluzione delle aspettative. Pensare di invertire questa tendenza con leggi stupide come gli incentivi agli avvocati che favoriscono i rimpatri, è illusorio. Per questo il punto non è “se” gestire l’immigrazione, ma “come”. Serve una legge seria, non emergenziale. Un ragionamento complessivo che tenga conto del futuro della nazione. Una politica che governi i flussi, li programmi, li renda funzionali al sistema economico e sociale. Che permetta di ripopolare aree interne destinate al declino, di sostenere i settori produttivi in difficoltà, di integrare chi arriva in modo ordinato e dignitoso. Senza fobie, senza retorica. Senza trasformare ogni discussione in uno scontro ideologico. La linea attuale, fatta più di chiusure simboliche che di soluzioni concrete, rischia di produrre un danno profondo. Non solo sul piano umano, ma su quello economico. Perché un paese che non ha forza lavoro, che non ha giovani, che non ha ricambio, è un paese che si spegne lentamente. L’immigrazione, se governata, non è una minaccia, è una risorsa. Non solo perché porta braccia, ma perché porta vita, cultura, energia, prospettive diverse. In un paese che oggi rischia di essere definito più dalla paura che dalla speranza. La vera questione, allora, è scegliere: continuare a inseguire il consenso alimentando timori, oppure assumersi la responsabilità di costruire una politica lungimirante. Perché senza un’apertura intelligente e regolata all’immigrazione, il problema non sarà l’identità da difendere, sarà il futuro che non c’è.

*Radici e Futuro

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Il Gip del Tribunale di Avellino Giulio Argenio non ha convalidato il decreto di fermo di indiziato di delitto della…

Una serata di controlli serrati tra Avellino e i comuni dell’hinterland. I Carabinieri della Compagnia di Avellino, insieme ai militari…

Dramma questa mattina in via Circumvallazione, ad Avellino, dove un uomo di 76 anni ha accusato un improvviso malore mentre…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Prosegue il dibattito sul Pd irpino, avviato dal Corriere dell’Irpinia. A intervenire Luigi Di Fronzo, segretario circolo Pd, “Fontanarosa Democratica” Egregio Direttore, Seguo con estremo interesse il dibattito avviato sul quotidiano da lei diretto circa lo stato di salute del Partito Democratico irpino. Mi presento: sono Luigi Di Fronzo, Segretario...

Ultimi articoli

Attualità

L’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, a seguito delle numerose segnalazioni pervenute dagli utenti in merito alle condizioni del…

La maggioranza consiliare che regge le sorti del Comune di Avellino promette tempi brevi per i lavori di abbattimento e…

ARCI Avellino APS aderisce alla mobilitazione nazionale del 24 ottobre 2026 a Castel Volturno contro la prevista realizzazione di un…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy