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Il tutto esaurito al Teatro “Sardone” di Altavilla Irpina per la commedia “Vedova cerca marito”

di Ranieri Popoli

La stagione annuale del Teatro “Alfredo Sardone” che si conclude oggi con il suo successo di pubblico e di critica, ci incoraggia a proseguire su questa strada. Ringrazio vivamente il Maestro Rino Villani l’Associazione “Artesia”, i diversi collaboratori e il pubblico che ha assistito alle rappresentazioni per aver concorso a raggiungere questo importante risultato. Questa Amministrazione comunale crede fermamente in questo progetto che riguarda la nostra cittadina e l’intero territorio per la cui promozione e sviluppo le politiche culturali sono state sempre considerate un impegno prioritario”. E’ quanto espresso dal Sindaco di Altavilla Irpina Mario Vanni nel saluto rilasciato alla platea degli spettatori presenti in ogni ordine di posto in occasione dell’inizio dell’ultima rappresentazione teatrale del cartellone 2025-2026. E’ stata una rassegna intensa che ha visto privilegiare il teatro comico-brillante, ma dedicando una certa attenzione anche al cabaret, alla riscoperta dell’avan spettacolo, al musical, alla divulgazione in modo da costruire un’offerta spettacolare composita e motivante svoltasi in un teatro di tutto rispetto, comodo e accogliente munito di tutti i servizi e i confort essenziali. Non era scontato raggiungere un simile risultato e il percorso è stato un progressivo crescendo di attenzione e partecipazione. Ora ci sarà motivo per riflettere su come proseguire e migliorare questa coraggiosa esperienza culturale territoriale in modo da presentarsi in piena regola per l’inizio autunnale della nuova stagione. Ma è anche il momento opportuno per ringraziare la stampa e gli organi di informazione che hanno accompagnato con la loro preziosa opera comunicativa questo cammino esprimendo gratitudine, in rappresentanza dell’intera categoria, al Direttore de “Il Corriere dell’ Irpinia”, il dott. Gianni Festa e alla sua Redazione per aver seguito con certosina attenzione ogni singola rappresentazione. Il “Teatro di Provincia” non è un capriccio ma una grande potenzialità che concorre a riscrivere il ruolo dei territori delle aree interne e sposta le attenzioni delle politiche culturali dalla pratica non sempre efficace delle sovvenzioni agli eventi effimeri alla volontà di realizzare investimenti duraturi in questo settore strategico per la stessa qualità della vita in queste sempre più fragili aree interne. E lo dimostra il fatto che la stessa associazione “Artesia” abbia promosso un’interessante proposta di “Leva teatrale” che fa da trait-d’union tra il capoluogo di provincia e la cittadina altacauda proponendo il mondo teatrale non solo nel suo ambito interpretativo ma come contesto di opportunità che riguarda i settori della tecnica scenografica, quella multimediale, l’arte tradizionale dei costumi, la conoscenza e l’apprendimento dei ruoli immateriali, dalla sceneggiatura alla regia. C’è bisogno di teatro anche per favorire il ritorno alla socializzazione, alla comunanza, alla contaminazione dopo la difficile parentesi pandemica e l’affermarsi della solitudine di massa dei social in realtà dove il processo di spopolamento avanza in modo inesorabile. Di tutto questo e di altro ancora si è parlato nell’incontro conviviale che ha visto riuniti la compagnia protagonista dell’ultima rappresentazione” e i componenti dell’Associazione organizzatrice di cui diversi do essi fanno parte. Una rappresentazione questa conclusiva tratta e felicemente rielaborata linguisticamente dall’opera brillante “ C’è da sposare una vedova” di Antonella Zucchini, affermata commediografa fiorentina molto attenta alla rappresentazione degli ambienti, alla cura delle storie e alla caratterizzazione dei personaggi senza che questi assumano mai delle improprie caricature interpretative, Questi attori di vero e proprio diletto sono i volontari di un teatro amatoriale che costituisce la spina dorsale nazionale di questa antica arte che concorre a far conoscere al grande pubblico, delle realtà metropolitane e di provincia, sia quello storico che quello contemporaneo, facendo da leva per giovani talenti e da motore di divulgazione della cultura letteraria italiana e internazionale. Saluto per un arrivederci alla prossima rassegna il Maestro Rino Villan, l’ispiratore e il coordinatore di questo vero e proprio progetto culturale consapevole dei risultati raggiunti ma anche delle aspettative che si sono create da parte delle istituzioni locali, della critica e del pubblico, e che meritano di essere corrisposte. Ci saluta come fa al suo solito, con discrezione, senza assumere atteggiamenti da primo attore, con la semplicità di chi sa che chiuso un sipario prima o poi se ne riapre uno nuovo. Domenica 3 maggio, infatti, considerato il tutto esaurito della prima, si replica.

 

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