Aree crisi industriale complessa, audizione in Commissione Industria al Senato Paudice (Cgil): “Strumento giusto ma inefficace, occorrono investimenti e bonifiche” (ANSA) – NAPOLI, 12 MAG – “Nelle aree di crisi industriale complessa della Campania ad oggi ci sono 348 lavoratori e lavoratrici che percepiscono ammortizzatori sociali, dal momento che non ci sono stati significativi reinserimenti nel mercato del lavoro, mentre registriamo una carenza sostanziale di investimenti. Possiamo quindi dire che sono aree interessate ancora da una profonda crisi economica ed occupazionale”. Così il segretario Cgil Napoli e Campania con delega al mercato del lavoro, Raffaele Paudice, intervenendo oggi all’audizione sull’area di crisi industriale complessa Acerra, Marcianise, Airola convocata dalla nona Commissione permanente Industria, Commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, presieduta dal senatore Luca De Carlo. A rendere più complicato il reinserimento lavorativo è anche la legge sugli ammortizzatori in deroga “che – ha ricordato Paudice – non consente di interrompere la mobilità in deroga di fronte ad occasioni di lavoro, pena la perdita del beneficio economico”. L’area complessa di Acerra, Airola e Marcianise “è interessata da importanti infrastrutture come l’alta velocità ferroviaria di Afragola e la Napoli-Bari”. “Tuttavia – ha proseguito Paudice – lo strumento delle aree complesse, che continuiamo a sostenere, non si è rivelato efficace. In assenza di una cabina di regia complessiva sulle politiche industriali, le aree complesse di crisi restano uno strumento legato semplicemente all’erogazione degli incentivi economici e poco altro. Si tratta di aree – ha spiegato il segretario Cgil Napoli e Campania – che sono ancora interessate da una profondissima crisi che, dall’istituzione della legge, non ha registrato nessuna inversione di tendenza. Al contrario, abbiamo registrato chiusure di aziende importanti ad Acerra e Marcianise. Si è provato a tenere legati ai cicli produttivi gruppi di lavoratori attraverso lo strumento degli ammortizzatori sociali – tra questi un centinaio di lavoratori dell’ex Montefibre di Acerra. Ad Airola c’è l’Adler aeronautica che in questo momento non ha registrato espansioni produttive mentre a Marcianise c’è stato il tentativo di insediare impianti di energia rinnovabile e batterie con l’idea di investire su tecnologie ambientali, come quella degli accumulatori legati all’automotive”. “Ad oggi – ha concluso – lo strumento delle aree di crisi industriale complessa, per il quale ci siamo fortemente battuti, non si è rivelato efficace. Non c’è stata una regia industriale complessiva e non ci sono stati investimenti significativi. Infine, c’è il tema delle bonifiche in un’area che è stata fortemente segnata dalla presenza industriale e dalle attività di sversamento illegale”.
Aree crisi industriale complessa, audizione in Commissione Industria al Senato
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