Avellino può tornare a svolgere un ruolo strategico nell’economia del Mediterraneo a patto di ripartire dalle infrastrutture, da quella che è la sfida rappresentata dalla piattaforma logistica e dall’Alta Velocità. E’ il senso del confronto sul tema “Avellino al centro del Mediterraneo – La strategia che si fa impresa”, moderato dal direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa, tenutosi nella Sala Blu del Carcere Borbonico di Avellino.
E’ Pasquale Luca Nacca di Insieme per Avellino a introdurre l’incontro, sottolineando l’importanza per l’Irpinia di riconnettersi al resto del territorio campano, attraverso la ferrovia “Non possiamo più aspettare, è tempo che siano stanziati i fondi necessari per garantire la riapertura della stazione di Avellino”. Il direttore Gianni Festa ricorda come le comunità debbano tornare ad essere protagoniste dello sviluppo, smettendo di lamentarsi, scegliendo l’impegno corale, superando le individualità e imparando a fare rete, investendo su una classe dirigente di qualità. A rappresentare il Comune di Avellino il vicesindaco Anna D’Aliasi che ribadisce come “Avellino deve tornare ad essere il centro del Mediterraneo, il suo ruolo non dipende dalla posizione geografica ma dalle politiche promosse dai territori. E’ questa la sfida che ci poniamo come amministrazione comunale”. Virgilio Caivano del Coordinamento Piccoli Comuni parla di una partita cruciale per il futuro, che non può non muovere dalla consapevolezza del ruolo decisivo che svolgono le Regioni “Dobbiamo provare a costruire un’idea di sviluppo nel Mediterraneo, dalla mobilità su gomma e ferro al confronto su formazione e nuove tecnologie, dalla garanzia di ospedali sui territori alla necessità di far crescere l’imprenditoria giovanile e sostenere le associazioni legate al terzo settore che possono offrire un contributo decisivo”, Giacomo Rosa, presidente della Svimar, ribadisce come “Avellino può diventare un polo di sviluppo dell’area appenninica ma è chiaro che bisogna innanzitutto intervenire in maniera per risolvere problemi concreti, dai Comuni che non rischiano a garantire servizi essenziali alla sanità territoriale con paesi senza medico di famiglia, dal rischio di chiusura delle scuole nei piccoli centri al trasporto innovativo su ferro”. Ed annuncia la nascita a Firenze del Coordinamento Nazionale Aree Interne.
Giulio De Angelis del Centro Studi Edilizia Reale si sofferma sul lotto zero che può rappresentare una svolta per il territorio, a partire dalla Valle del Sabato e dalla Valle dell’Irno “Si tratterebbe di un nuovo collegamento ferroviario di circa 44 km tra la linea dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria e l’area di Baronissi/Fisciano, creando un nuovo punto di interscambio con la linea Salerno-Avellino-Benevento”. Il professore Giovanni De Feo dell’Università di Salerno pone l’accento sull’importanza di valorizzare i giovani per costruire una prospettiva di sviluppo “Le Università possono svolgere un ruolo cruciale a patto di collaborare e dialogare con i territori. Ma è importante che ciascuno metta le proprie competenze al servizio della comunità. E’ quello che ho fatto io a partire dalla sfida di promuovere una sensibilità più forte sul tema dell’ambiente”. E si sofferma sulla posizione strategica di un’area come Montoro capace di accogliere autentiche eccellenze in campo imprenditoriale, dall’agricoltura alla logistica “E’ un esempio da studiare, Montoro ha una posizione strategica e i risultati lo dimostrano”. Teresa Bruno, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia ricorda come tutti i componenti della filiera, dal produttore al consumatore abbiano pari responsabilità “Ma è chiaro che bisogna valorizzare il ruolo dell’agricoltura, non lasciare soli gli agricoltori, trasmettere loro l’idea che sono fondamentali per la crescita dei territori”. Al tempo stesso ricorda come “dobbiamo essere preparati ad accogliere chi lascia le grandi città per centri che possano garantire una migliore qualità della vita ma anche chi viene da paesi stranieri”.
Antonella Oliviero di Assoprovider, chiarisce il ruolo cruciale svolto dalle piccole e medie imprese delle telecomunicazioni che garantiscono servizi su misura e risposte immediate, anche nelle aree marginali e nei piccoli centri “Diventa impossibile restare nei piccoli centri o svolgere alcune professioni senza la connessione a Internet e sono gli operatori di prossimità a garantirla. Ecco perchè sono indispensabili per il futuro dei nostri territori ed è importante che sia riconosciuto il ruolo che svolgono”. Quindi ribadisce la necessità di raccontare quanto di bello esiste su questo territorio, dalla natura alle storie imprenditoriali. “L’informazione può giocare un ruolo importante nel promuovere lo sviluppo trasmettendo un’immagine che vada al di là delle retorica dei paesi, valorizzando la qualità della vita che caratterizza i nostri territori”.
A spiegare la sua idea di sviluppo è Emilio De Vizia, presidente di Confindustria Campania, “E’ chiaro che i nostri territori crescono se ci sono imprese e giovani. Se l’Alta Velocità arriva in Valle Ufita è una questione di geografia e non di interessi che si vogliono tutelare, è la conferma della necessità di un collegamento tra Est e Ovest del paese. La Napoli Bari giocherà un ruolo cruciale, attraversando l’Irpinia e restituendole centralità. Ecco perché dobbiamo essere compatti, altrimenti perdiamo il treno della piattaforma logistica, dobbiamo comprendere quanto sia fondamentale avere un piazzale appositamente adibito per il traffico merci per il rilancio dello sviluppo”. E ribadisce “Non possiamo immaginare di avere 118 comuni che non riescono a garantire i servizi essenziali. Dobbiamo intercettare i cambiamenti o non andremo da nessuna parte. E’ fondamentale che i comuni si uniscano per poter garantire servizi di qualità”. Preziosa la testimonianza di Umberto Torello, alla guida del Gruppo Torello, con 40 sedi in tutta Italia “Siamo partiti dall’agricoltura per poi investire sul trasporto conto terzi, abbiamo sedi in tutta Italia ma il legame con le origini resta fortissimo”. Sottolinea come “E’ importante che i giovani si formino all’estero ma abbiano anche l’opportunità di tornare”. Ma non si può prescindere dalle “infrastrutture. La logistica ha un ruolo cruciale, è fondamentale collegare il nostro territorio ai porti del Sud e se non abbiamo ancora il ferro dobbiamo farlo con la gomma. L’Irpinia può diventare un’area retroportuale. La priorità deve essere avvicinare chi produce sul territorio alle basi logistiche e dunque alla filiera”.
A chiudere il confronto l’esempio di un Sud che traduce il pensiero in azione con la consegna del premio Castagna d’oro promosso dalla Svimar e dalla Federazione Civica delle Associazioni del Sud al direttore Gianni Festa, ai giornalisti Rosa Bianco e Fiore Carullo per il loro impegno per la rinascita dei territori.




