E’ il racconto del territorio irpino attraverso lo sguardo intenso, rigoroso e profondamente umano di Francesco Cito, tra i più autorevoli fotografi italiani contemporanei, a caratterizzare la mostra “La terra dell’osso” di Francesco Cito, in programma dal 21 maggio al 20 giugno al Museo Irpino.
Le immagini in mostra conducono il visitatore dentro un’Irpinia essenziale e autentica, fatta di paesaggi sospesi, memorie collettive, segni del lavoro umano e trasformazioni ambientali. La fotografia di Cito diventa così strumento di indagine e testimonianza, capace di restituire la complessità di una terra antica che continua a interrogare il presente.
Con il suo linguaggio visivo potente e diretto, Francesco Cito affronta il paesaggio non come semplice rappresentazione estetica, ma come racconto sociale e antropologico. Campi, strade, architetture rurali ed elementi della contemporaneità sottolineano la tensione costante tra memoria e cambiamento.
Curata da Giovanni Menna, la mostra è prodotta dalla PIT Gallery di Napoli, galleria indipendente di Fuorigrotta che da alcuni anni opera nell’ambito delle arti visive attraverso mostre dedicate alle molteplici espressioni della cultura materiale e immateriale.
L’esposizione inaugura il ciclo di iniziative “Paesaggi in Transizione”, un progetto di lettura iconografica del paesaggio sostenuto dalla Regione Campania e dedicato all’analisi dei mutamenti contemporanei che interessano il territorio.
La mostra si inserisce in un più ampio percorso di ricerca e valorizzazione del territorio promosso attraverso la fotografia contemporanea, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e identità culturale.
L’iniziativa è realizzata con il supporto della Regione Campania nell’ambito della Legge Regionale per la Promozione della Qualità dell’Architettura, che, attraverso la lente della fotografia d’autore, indaga gli effetti delle trasformazioni in atto nel quadro delle relazioni complesse che legano la terra alla vita delle donne e degli uomini che abitano quei territori e ne invocano la difesa, la valorizzazione e la rigenerazione. La mostra gode inoltre del patrocinio del DIARC – Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, del Riconoscimento FIAF R10/2026 ed è realizzata in collaborazione con il circolo fotografico AvellinoPHOTO.
Francesco Cito, nato a Napoli nel 1949, è considerato uno dei più importanti fotografi italiani contemporanei. Dopo essersi trasferito a Londra negli anni Settanta, intraprende la carriera di fotoreporter collaborando con prestigiose testate internazionali. Ha documentato alcuni dei principali conflitti e scenari sociali del mondo contemporaneo, tra cui la guerra in Afghanistan, il conflitto israelo-palestinese e numerose realtà del Sud Italia.
Il suo lavoro unisce rigore documentario, forte sensibilità umana e straordinaria capacità narrativa. Vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui il World Press Photo, Francesco Cito ha realizzato reportage e progetti fotografici che rappresentano oggi un punto di riferimento nella fotografia italiana e internazionale.
Negli ultimi anni la sua ricerca si è concentrata anche sul paesaggio e sulle trasformazioni sociali e ambientali del territorio italiano, mantenendo sempre uno sguardo intenso, etico e profondamente poetico.



