di Amalia Leo
Ingredienti:
350 gr di pasta lunga(spaghetti o linguine)
1 kg di fave
200 g di ricotta
un limone
1 spicchio d’aglio
Basilico e menta q.b.
Olio EVO
sale.
Procedimento:
Sgranare le fave e farle bollire in acqua salata per 5 minuti.Scolarle e metterle in una ciotola con acqua e ghiaccio per conservare un bel colore verde.Quindi togliere dalle fave la pellicina e metterle nel boccale del mixer ad immersione insieme alla ricotta,le foglie aromatiche ,il succo e la scorza grattugiata del limone , 2 cucchiai di olio e un po’ di sale. Frullate fino ad ottenere una crema liscia e senza grumi. Intanto lessare la pasta al dente in acqua bollente salata .In una in una padella far insaporire per 2 minuti uno spicchio d’aglio in un giro d’olio ,togliere l’aglio e aggiungere la crema di fave facendola scaldare a fuoco lento. Scolare la pasta e farla saltare nella crema di fave aggiungendo un mestolo d’acqua di cottura della pasta per amalgamare bene tutti gli ingredienti. . Impiattare , condire con un po’ di salsa e decorare con qualche fava spellata tenuta da parte e qualche fogliolina di menta .Abbinare un Müller-Thurgau, un vino aromatico dalle note fruttate che regala un sapore fresco e rotondo.
Curiosità: Le fave sono legumi , appartenenti alla famiglia delle Fabaceae e originari dell’area mediterranea. Contengono folati, vitamine del gruppo A B , C e K,sali minerali quali : fosforo, rame, magnesio, manganese, selenio e zinco. Favoriscono la salute del cervello e il buon funzionamento dell’intestino per la presenza di fibre, aiutano a contrastare malattie cardiovascolari e diabete .La presenza di isoflavoni aiuta a ridurre il rischio di cancro al seno, mentre i fitosteroli aiutano ad abbassar e i livelli di colesterolo. In cucina si abbinano alla pasta, a zuppe, a vari ortaggi, polenta o salsicce. Aggiunte alle insalate danno un tocco di sapidità ma si abbinano crude anche a formaggi stagionati come il pecorino, a salame , pancetta, torte e pizze rustiche e a torte pasquali come il casatiello. Stufate in un soffritto di cipolla e prosciutto sono un ottimo contorno per carni bianche o pesce . La zuppa più famosa è la vignarola romana in cui vengono cucinate con piselli e carciofi, o con cicoria, nella provincia di Bari si abbinano al baccalà. A Modica ,in Sicilia si preparano i “i lolli che fave”, una minestra di fave con aggiunta di cipolle, olio e limone.
Le fave possono essere conservate essiccate per essere utilizzate durante l’inverno o per ricavare la farina di fave buon sostituto di farina di grano, ideale per preparare gustosi e leggeri purè. Le fave già note nel 3000 a.c. presso i Greci erano considerate cibo dei morti e perciò Pitagora vietava ai suoi discepoli di mangiarle. Ancora oggi nel ragusano è tradizione preparare per il 2 novembre piatti a base di fave, come il tradizionale Maccù :una zuppa di fave con aggiunta di sedano, aglio e semi di finocchietto. A Roma è diffuso il detto: “chi apre un bacello e vi trova dentro sette fratelli avrà un lungo periodo di felicità”.



