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Capolavoro della letteratura medievale nordica, che spicca tra le ultime “Saghe degli islandesi”, la storia di una delle figure più avvincenti e complesse della leggenda norrena, segnata tanto dal trionfo quanto dalla tragedia.
Poeta e guerriero dalla forza sovrumana, fuorilegge e giustiziere di mostri, eroe epico e reietto, Grettir Ásmundarson rimane una delle figure più amate e complesse dell’universo delle saghe, ispirato a un personaggio realmente esistito nell’XI secolo e trasfigurato nella leggenda. «L’uomo più coraggioso che abbia mai vissuto in Islanda», eppure così irascibile e focoso da uccidere innocenti ed essere braccato a vita dalla legge e dalla vendetta, così irruente da non capire che «fortuna e capacità non vanno assieme» e da sfidare la sorte che si accanisce contro di lui come una maledizione. Discendente dei fieri vichinghi che si ribellarono alla corona norvegese approdando in Islanda, Grettir non può adattarsi alla società contadina di fede cristiana nata dopo la colonizzazione dell’isola. Il suo mondo è quello degli antichi miti norreni e delle furiose battaglie contro i mostri e i troll che incontra sulla sua strada. Ma è proprio l’uccisione di un draugr, un morto vivente che infesta le campagne, ad attirargli il maleficio che lo condanna al bando dal consorzio umano e a vivere – lui che non ha paura di nulla – nel terrore del buio, al punto di non poter più passare la notte da solo. E sarà ancora la magia ad avere infine la meglio sulla sua forza, portando il fratellastro Þorsteinn a inseguire la vendetta fino alla sensuale Costantinopoli. Considerato un capolavoro dell’età d’oro delle saghe, che fonde il vivido realismo del genere con il fascino quasi gotico del soprannaturale, quello di Grettir è anche un profondo dramma umano sul coraggio e il prezzo del destino, sulla strenua lotta per l’onore di fronte alla rovina.

Fulvio Ferrari (Curatore)
Cristiano Vecli (Traduttore)
Editore: Iperborea
Pag. 448
Anno di edizione: 2026

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