di Virgilio Iandiorio
E’ sempre difficile fare l’etimologia dei nomi di luogo, o meglio dei toponimi, perché le interpretazioni sono a volte così divergenti e disparate che risulta difficile ricavarne un’indicazione plausibile.
Nel dizionario di toponomastica della Utet (Torino, 1990), si afferma che “il toponimo (Candida) riflette un nome di persona Candido/Candida. La forma dialettale Cànneta presenta la trasformazione di alcune consonanti tipica dei dialetti meridionali”.
Che il nome del paese sia derivato dal culto per santa Candida potrebbe essere un’ipotesi non trascurabile. Nell’apprezzo dei beni feudali fatto nel 1576, riportato da Mons. Nicola Gambino nella sua monografia “Candida”, edito nel 1987, si dice: “…consta che in detta terra ci sono le infrascritte capelle de iure patronatus …e ciò è…Santa Candida fore le mura dove se dice la dogana iuxta le robbe delle bannere romane e la via publica “
Le sante con il nome di Candida sono numerose: una Candida vergine e martire è venerata in Santa Prassede a Roma, un’altra subì il martirio a Cartagine quando era imperatore Massimiano (240/250-310 d.C.), altre due sante, commemorate a Napoli, vissero rispettivamente nel I e nel VI secolo, un’altra ancora martire romana fu sepolta sulla via Portuense a Roma.
Può essere interessante sapere che una santa Candida è venerata nell’Inghilterra anglicana. A Bridport nel Dorset si custodisce un reliquiario con un’iscrizione del XII-XIII secolo di una santa Wite (Candida). Esso fu scoperto nel 1900 durante i lavori di restauro della chiesa di Whitchurch; fu murato probabilmente al tempo della Riforma allo scopo di proteggerlo da atti inconsulti. Per secoli erano affluiti pellegrini da tutta la Gran Bretagna nella chiesa di Whitchurch per venerare la santa.
Particolarmente cara ai sovrani inglesi, lo fu anche ai Normanni che conquistarono l’isola di Albione. Guglielmo il Conquistatore inviò come rettore della chiesa il suo cappellano Guntardo. “Evidentemente – sostiene John Stéphan nella Biblioteca Sanctorum ( 12 volumi, 1964)- la chiesa di Whitchurch ospitava reliquie importanti: forse proprio quelle di santa Wite o Wita (il cui nome, identificato con l’inglese White, sarebbe stato più tardi tradotto Candida), ovvero di santa Gwen (nome celtico anch’esso equivalente a Candida), una santa inglese del VI secolo”.
Wite o Wita fu, verosimilmente, una vergine, annoverata fra le seguaci di san Bonifacio (vescovo e martire benedettino, apostolo della Germania nato in Inghilterra, a Wessex, nel 673 circa e morto in Frisia nel 754) in occasione della sua missione in Germania.
Wita/Candida. di origine sassone o inglese che fosse, trascorse la vita in Inghilterra, acquistando tale fama di santità da giustificare l’interesse dei re inglesi; e numerosi furono pellegrinaggi che onorarono per secoli la sua tomba.
Che gruppi etnici provenienti dal nord Europa, calati nell’alto medioevo nel nostro Meridione, abbiano portato con sé anche dei culti particolari per i loro santi (lo possiamo riscontrare per esempio a Serra di Pratola dove è venerato, grazie ai Normanni, sant’ Audeno) è un fatto acclarato. Immaginare che i soldati calati dalle regioni fredde del nord abbiano fatto conoscere e venerare santa Wita, diventata santa Candida, è un fatto plausibile, anche se, allo stato, rimane un’ipotesi o una simpatica fantasticheria.



