ROMA – L’Aula della Camera dei Deputati ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Giuseppe Gargani, storico giurista ed esponente di spicco della vita politica italiana. Scomparso lo scorso maggio — occasione in cui anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli rese omaggio alla camera ardente allestita a Montecitorio —, Gargani è stato ricordato dall’intero arco parlamentare per i suoi ventidue anni da deputato, oltre ai ruoli ricoperti come europarlamentare, sottosegretario alla Giustizia e, in ultimo, presidente dell’Associazione degli ex parlamentari.
Il ricordo bipartisan a Montecitorio
Aprendo il momento di commemorazione, la presidente di turno dell’Aula, Anna Ascani, ha citato una frase iconica di Gargani: “Senza la cultura la politica diventa politicume”, sottolineando come lo statista abbia sempre interpretato la cosa pubblica come una missione e una passione civile.
Un omaggio trasversale e commosso ha unito i diversi gruppi parlamentari:
Alessandro Cattaneo (FI) ne ha ricordato l’ingresso in Forza Italia nel 1999 avvenuto “in punta di piedi”, tratteggiandone la figura di vero garantista dotato di una caparbia gentilezza e capace di fare da mentore ai colleghi più giovani per “far vivere la Costituzione”.
Gianfranco Rotondi ha evidenziato la lungimiranza e il rammarico dell’uomo politico di fronte alle trasformazioni recenti: “È stato il solo a vedere la fine della DC e della Prima Repubblica. Soffrì molto per la decisione di amputare il Parlamento con il taglio dei parlamentari, consapevole che la belva populista è sempre affamata”.
Toni Ricciardi (PD) ne ha rievocato le radici territoriali: “Peppino era un uomo dell’Alta Irpinia”, ricordandone il costante impegno per la diffusione della cultura e dell’istruzione.
Luana Zanella ne ha infine sintetizzato l’eredità umana e istituzionale, definendo la sua una “vita spesa fino alla fine nella politica intesa nel suo significato più nobile, fatto di impegno e gentilezza”.



