di Rosa Bianco
Trasformare la memoria di Hiroshima in un impegno concreto per la pace. È questo il senso del convegno “Assisi-Hiroshima. Trasfigurazione della potenza umana in Civiltà dell’Amore”, svoltosi il 4 agosto nella Sala della Conciliazione del Comune di Assisi, alla vigilia dell’81° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima del 6 agosto 1945.
Un appuntamento che ha posto al centro alcune delle grandi questioni destinate a segnare il futuro dell’umanità: l’intelligenza artificiale, l’energia nucleare, il disarmo, la cooperazione tra i popoli e il rapporto tra progresso tecnologico ed etica.
L’iniziativa è stata promossa da Civiltà dell’Amore, Assisi Strategic Forum, Fondazione Assisi Pax e Dalla Competitività alla Cooperazione, con la collaborazione della Città di Assisi e di diverse realtà associative e istituzionali.
Il filo conduttore dell’incontro è stato il rapporto tra la straordinaria potenza raggiunta dalla conoscenza scientifica e la responsabilità dell’uomo nel governarla. Un tema affrontato anche alla luce del messaggio di umanesimo integrale richiamato nell’Enciclica di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas.
Il binomio Assisi-Hiroshima assume così un forte valore simbolico: da una città divenuta nel mondo emblema della pace, del dialogo e della fraternità, il ricordo della tragedia atomica viene trasformato in una proposta per il futuro. Non soltanto memoria, dunque, ma responsabilità e impegno.
L’appello emerso dal convegno è rivolto alle istituzioni, ai governi, ai responsabili della ricerca scientifica e tecnologica e, più in generale, ai popoli: le conoscenze maturate dall’umanità devono essere poste al servizio della persona e non diventare strumenti di dominio, paura o contrapposizione.
Anche l’energia nucleare e l’intelligenza artificiale, secondo la prospettiva indicata dagli organizzatori, possono essere orientate verso finalità di pace e di progresso civile, contribuendo alla costruzione di una società più giusta, sostenibile e solidale e alla lotta contro le disuguaglianze e la povertà.
“Trasformare Hiroshima in energia di bene” è, in questa prospettiva, la sfida culturale lanciata da Assisi: passare dalla minaccia nucleare alla cooperazione, dalla competizione esasperata alla responsabilità condivisa, dalla logica della paura a quella della Civiltà dell’Amore.
Ai lavori hanno preso parte Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria; Fabrizio Leggio, assessore al Turismo del Comune di Assisi, in rappresentanza del sindaco Valter Stoppini; S.E. Mons. Felice Accrocca e S.E. Mons. Domenico Sorrentino, rispettivamente vescovo e vescovo emerito di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino-Foligno.
Sono quindi intervenuti giovani rappresentanti di associazioni cattoliche e i presidenti delle realtà che compongono Assisi Strategic Forum: Giuseppe Rotunno, per Civiltà dell’Amore; Pietro Matarese, presidente della Fondazione Assisi Pax; Marcello Viola, per Dalla Competitività alla Cooperazione; Antonino Giannone, per Umanesimo ed Etica per la Società Digitale, e Mons. Gianni Fusco, professore della LUMSA e avvocato rotale.
A concludere i lavori è stato Francesco Raspa, responsabile dell’Ufficio Cultura, Eventi e Cerimoniere della Città di Assisi, che ha sottolineato il valore universale della città umbra e la forza del suo messaggio, legato da otto secoli alla figura di San Francesco.
Assisi, ha ricordato Raspa, è una città il cui nome richiama immediatamente il dialogo e la pace e proprio per questo può diventare un luogo privilegiato nel quale alimentare un confronto internazionale sulle grandi sfide del nostro tempo, dall’intelligenza artificiale alla sicurezza nucleare.
È in questa prospettiva che, nel corso dell’incontro, è stata annunciata una decisione destinata ad andare oltre il singolo appuntamento: Assisi Strategic Forum e i suoi cofondatori hanno deciso di istituire ad Assisi il “Tavolo Internazionale Permanente sulla Pace Nucleare”.
A sostenere il progetto, insieme ad Assisi Strategic Forum, sono Civiltà dell’Amore, Dalla Competitività alla Cooperazione, Fondazione Assisi Pax, Fondazione Thesan, Rete COEMM&CLEMM, Umanesimo ed Etica per la Società Digitale e WABT (World Academy of Biomedical Technologies).
L’obiettivo è creare ad Assisi uno spazio permanente di confronto e di elaborazione sui temi della pace nucleare, del disarmo, della cooperazione e dell’uso responsabile delle nuove tecnologie, capace di coinvolgere interlocutori istituzionali e realtà internazionali.
Da Assisi, dunque, parte un messaggio che guarda oltre i confini italiani: la potenza scientifica e tecnologica dell’uomo può diventare una minaccia oppure una straordinaria opportunità di civiltà. La scelta, ancora una volta, è affidata alla responsabilità dell’uomo.



