Il continuo aumento del costo della vita e il rincaro del gasolio stanno mettendo a dura prova migliaia di persone con disabilità e le loro famiglie. A lanciare l’allarme è l’Associazione Movimento Italiano Disabili (M.I.D.), che denuncia una situazione sempre più difficile per chi deve sostenere spese essenziali e affrontare quotidianamente gli spostamenti necessari per raggiungere centri di riabilitazione, strutture sanitarie, luoghi di lavoro, scuole e servizi socio-assistenziali.
Dietro l’aumento dei prezzi non ci sono soltanto numeri e statistiche economiche, ma persone costrette a fare i conti con difficoltà concrete, rinunce e sacrifici sempre più pesanti. Il caro gasolio, in particolare, rappresenta un problema che va ben oltre il costo del carburante: per chi utilizza un mezzo attrezzato, dipende dal trasporto assistito o deve accompagnare quotidianamente un familiare, ogni rincaro si traduce in una spesa aggiuntiva che grava direttamente sul bilancio domestico.
A pesare sono anche gli aumenti dei prezzi di alimenti, bollette, farmaci, prodotti per l’igiene, ausili e altri beni di prima necessità. Spese che, per molte persone con disabilità, non sono facoltative né rinviabili, ma indispensabili per vivere con dignità e mantenere la propria autonomia.
“La disabilità non può diventare una condanna alla povertà”, è il messaggio che il M.I.D. rivolge alle istituzioni. Le persone con disabilità e i loro familiari, sottolinea l’associazione, non possono essere lasciati soli ad affrontare una crisi economica che rischia di aggravare disuguaglianze già profonde.
L’aumento dei costi di trasporto può costringere a rinunciare a una visita medica, a una seduta di fisioterapia, a un’attività sociale o persino a un’opportunità lavorativa. Il caro vita, quindi, non incide soltanto sulle disponibilità economiche, ma limita concretamente il diritto alla salute, alla mobilità, alla partecipazione sociale e all’autodeterminazione.
Per il M.I.D. è inaccettabile che, in una società che si definisce inclusiva, una persona debba scegliere tra sostenere le spese quotidiane e garantire a sé stessa o a un familiare le cure e gli spostamenti necessari.
Da qui la richiesta alle istituzioni competenti di interventi concreti e urgenti. Tra le proposte avanzate dall’associazione figurano agevolazioni sul carburante per le persone con disabilità e per le famiglie che effettuano spostamenti indispensabili per motivi sanitari, riabilitativi e assistenziali; il potenziamento dei trasporti accessibili, con servizi efficienti e sostenibili anche nelle aree periferiche; contributi economici adeguati all’effettivo aumento del costo della vita, con particolare attenzione alle famiglie con maggiori bisogni assistenziali; un sostegno alle spese sanitarie e riabilitative, affinché nessuno sia costretto a interrompere cure e percorsi essenziali per ragioni economiche.
L’associazione chiede inoltre l’apertura di un confronto permanente con le realtà associative, per individuare misure efficaci e realmente rispondenti alle esigenze delle persone con disabilità.
Non si tratta, sottolinea il M.I.D., di chiedere privilegi, ma di garantire pari opportunità e diritti fondamentali. Le politiche sociali devono infatti tenere conto delle spese aggiuntive che la disabilità può comportare e delle difficoltà affrontate ogni giorno da chi vive condizioni di fragilità economica e sociale.
“L’inclusione non si realizza soltanto con le parole, ma con misure concrete che permettano a ogni persona di vivere, curarsi, muoversi e partecipare alla vita della comunità. Non chiediamo compassione: chiediamo diritti, sostegni adeguati e risposte immediate”, ribadisce l’associazione.
Il M.I.D. invita pertanto il Governo, le Regioni, i Comuni e tutti gli enti competenti ad aprire un confronto urgente sul tema, affinché il caro vita e il caro gasolio non diventino ulteriori ostacoli alla libertà e alla dignità delle persone con disabilità.
Perché una società è davvero civile quando non lascia indietro nessuno, soprattutto chi ha più bisogno di sostegno.

