Prima lo scontro, poi un confronto a due tra il sindaco Nello Pizza e il consigliere comunale di opposizione ed ex sindaco Gianluca Festa, che al termine della seduta dell’assise cittadina si sono venuti incontro per un chiarimento sulla vicenda. Forse perché, alla fine del suo intervento, Festa ha avvertito il primo cittadino sulle responsabilità che comporta il salvataggio della partecipata del Comune secondo il “piano” che sta elaborando l’amministrazione.
Pizza, rispondendo all’interrogazione del consigliere di opposizione Mario Spiniello, aveva un attimo prima puntualmente relazionato sulla situazione di ACS, ricordando che, dall’insediamento della nuova amministrazione comunale nel maggio 2026, la priorità è stata fin da subito quella di rilevare la mancata approvazione dei bilanci dell’azienda per gli esercizi 2023, 2024 e 2025 da parte dell’assemblea societaria.
Le ragioni di questo blocco risiedevano nelle “irregolarità” riscontrate nei documenti contabili: come emerso dai rilievi del Comitato di controllo analogo e del Servizio partecipazioni, i progetti di bilancio non risultavano correttamente predisposti. Una circostanza che, nell’ottobre 2025, aveva spinto la gestione commissariale a dare un indirizzo preciso: lo scioglimento dell’azienda e la sua messa in liquidazione.
Soltanto a metà del 2026, secondo quanto riferito da Pizza, dopo la rielaborazione delle carte e il recepimento delle osservazioni, il 29 giugno 2026 l’assemblea societaria è riuscita finalmente ad approvare in un’unica soluzione i bilanci relativi agli esercizi 2023 e 2024 e quello dell’esercizio 2025.
I dati contabili approvati evidenziano infatti la fragilità finanziaria di ACS: il bilancio 2023 “presenta una perdita d’esercizio di 582.801 euro e un patrimonio netto negativo di 465.382 euro”; il bilancio 2024 “presenta un risultato d’esercizio positivo di 58 euro e un patrimonio netto negativo di 465.324 euro”; il bilancio 2025 “presenta una perdita d’esercizio di 44.832 euro e un patrimonio netto negativo di 510.156 euro”.
Dall’analisi dei dati di gestione aggiornati al 2026 e basati sul conto economico 2025 emerge inoltre come la spesa annua per il personale (pari a 952.509 euro) assorba quasi interamente il valore della produzione e dei ricavi generati dai servizi (991.621 euro), lasciando margini operativi pressoché nulli. Nella sua relazione, Pizza sottolinea come gli interventi attuati in passato, “diversamente da quanto ritenuto, non avrebbero determinato il raggiungimento dell’equilibrio economico”.
Per queste ragioni si è proceduto a diversi incontri, anche con le rappresentanze sindacali in modo da poter intervenire sul costo dei dipendenti. A fronte di un patrimonio netto negativo che nel 2025 ammonta a 510.156 euro, “risulta necessario procedere a un ulteriore intervento, con l’elaborazione di un nuovo piano industriale capace di garantire l’obiettivo della sostenibilità economica e finanziaria della società”.
Il vero nodo risiede però nella qualità delle soluzioni progettate. Come evidenziato da Pizza, le proposte finora elaborate rischiano di riprodurre schemi del passato: “Le attività di elaborazione dei piani industriali hanno finora presentato elementi analoghi a quelli dei precedenti piani sottoposti al Consiglio comunale, che, di fatto, non hanno consentito il risanamento della società”.
Per l’amministrazione si impone quindi un cambio di passo decisivo. In questa prospettiva, “non si può prescindere da una revisione dei costi societari e da una valutazione complessiva delle condizioni necessarie per garantire la sostenibilità della gestione”, anche tenendo conto del mutamento nella gestione del sistema di mobilità in seguito alla convenzione con la società Telereading. L’obiettivo prioritario rimane quello di definire una strategia per il futuro dell’azienda, che consenta di motivare e giustificare con rigore tecnico ed economico ogni eventuale intervento pubblico di ricapitalizzazione.
Nel suo intervento, Festa chiarisce subito che “ACS non è una società che strutturalmente va sotto nel bilancio” e che la perdita non deriva da un’inefficienza gestionale, ma dalle conseguenze di una passata inchiesta che aveva generato “un passivo di circa un milione e trecentomila euro”, poi interamente coperto dalle amministrazioni precedenti.
Il rosso attuale, secondo Festa, è stato causato direttamente dal Comune: “Il debito di ACS lo ha creato il socio unico Comune che prima lo ha ripianato con quattrocentocinquantacinquemila euro, portandolo a zero il debito, poi ha tolto quei quattrocentocinquantacinquemila euro ed è chiaro che ACS va in debito, ma non perché la sua gestione sia negativa. ACS non fa perdite”.
Per Festa “non è giustificato da alcuna relazione istruttoria”: “Chi ha deciso di licenziare dieci persone e perché? Nessun dirigente, nessun funzionario, nessuna relazione è stata prodotta da nessuno. Qui non si sta salvando ACS. Qui si vogliono assumere dai sei ai dieci dipendenti. Ne licenziamo dieci per assumerne altri, cambiandogli il contratto”. Inoltre, riducendo l’organico a sole dodici unità pur dovendone garantire diciotto per il project financing con Telereading l’operatività dell’azienda risulta compromessa: “Dovete spiegarmi, cara maggioranza, come si fa a dire che ACS avrà un ruolo strategico con dodici dipendenti? È diventata una barzelletta, la state ammazzando”.
In conclusione, Festa rivolge un appello diretto al sindaco, invitandolo a verificare i rischi contabili che derivano dalla cancellazione della posta in bilancio, che tra l’altro ha creato il passivo di ACS. Evidenzia come neanche il Commissario avesse osato rimuovere quella cifra e come il dirigente Lanza avesse prudentemente accantonato 626mila euro nel consuntivo 2025: “Non cancelli quei soldi, perché noi come Comune li dobbiamo ad ACS. Quel debito passa da ACS al Comune e dal Comune ad ACS. Purtroppo quando si approva un atto si diventa responsabile di quell’atto, anche se non lo ha redatto lei. Neanche il Commissario l’ha tolta sindaco, l’ha tolta lei di fatto con quell’approvazione, verifichi bene quell’atto”.

