“Bancarotta fraudolenta e truffa ai danni dell’INPS. Questi potrebbero essere i reati contestati al Comune di Avellino se non revocasse la messa in liquidazione di ACS”, ha dichiarato in un video l’ex sindaco e attuale Gianluca Festa.
“Circa 10 anni fa, in seguito all’inchiesta che coinvolse la partecipata comunale, emerse un debito di 455.000 euro che, quando rivestii la carica di sindaco, noi coprimmo. Oggi, l’amministrazione che fa? Cancella quella previsione di bilancio per l’ACS e crea un debito per la nostra partecipata. In virtù di quel debito pensa di farla fallire e, in questo modo, risparmierebbe più di un milione di euro. Come definireste voi questa eventuale operazione?”, ha proseguito Festa.
“Poi dicono: ‘Magari la possiamo salvare licenziando 10 persone e quindi scaricandole sulle casse dell’INPS, per poi revocare la messa in liquidazione e assumere 6-8 persone’. Se lo faceste voi, cosa vi capiterebbe? Cosa penserebbero gli organi inquirenti e cosa pensate stia facendo oggi questa maggioranza allargata?”, ha concluso Festa.

