Una riflessione sui valori dell’Occidente, sulle sfide geopolitiche contemporanee e sugli scenari politici italiani: è stato il tema dell’incontro che si è tenuto ieri sera al Circolo della Stampa di Avellino per la presentazione di “Occidente o niente”, l’ultimo libro del giornalista e direttore dell’agenzia di stampa DIRE, Mario Sechi. Appuntamento rientra nell’ambito della rassegna culturale e politica Gymnasium, promossa da Fratelli d’Italia Avellino.
A partecipare al dibattito con l’autore sono stati Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, Sara Kelany, deputato di Fratelli d’Italia, Ettore Zecchino, consigliere regionale, e Ines Fruncillo, presidente provinciale del partito. A moderare l’incontro è stato Domenico Giordano, analista politico digitale. Presente anche Nicola Antonio Raduazzo, presidente provinciale di Gioventù Nazionale Avellino.
Durante il suo intervento, Sechi ha ripercorso i temi principali del suo saggio, soffermandosi sull’identità occidentale e sul legame transatlantico: “La difesa dei valori dell’Occidente non è una difesa dogmatica o ideologica, ma è la presa d’atto del fatto che la libertà, il rispetto dei diritti individuali, dei diritti dell’impresa, del mercato e delle persone è il fondamento della nostra civiltà, che comincia da Atene, prosegue per Roma, si propaga da Gerusalemme e così via fino a Parigi, a Washington”. E ha aggiunto: “L’atlantismo è il ponte che lega gli Stati Uniti, il nuovo mondo, al vecchio mondo, alla vecchia e cara Europa. Una delle ragioni della nostra crisi, che è risolvibile ovviamente, è il fatto che noi non riusciamo più a riconoscerci nei valori della libertà, la disprezziamo, spesso e volentieri”.
Il direttore ha poi commentato i recenti allarmi bomba che hanno interessato il traffico aereo, inquadrandoli come fenomeni di guerra cognitiva: “Quando, in relazione alle email, tutti parlano di hackeraggio, sbagliano. Non c’è la penetrazione di sistemi, software o hardware. È guerra psicologica. C’è soprattutto il tentativo di fiaccare la fiducia delle persone”.
Infine, sul fronte della politica interna, Sechi ha ipotizzato uno scenario elettorale ravvicinato: “Le leggi elettorali si fanno perché si deve votare. Quindi io mi aspetto un voto anche ravvicinato, nel senso che penso entro maggio. Questa è una mia stima. Poi naturalmente la politica deciderà in piena autonomia quale sarà il momento più opportuno”. Un’eventuale sfida che, secondo il giornalista, si preannuncia sul filo del rasoio: “Le coalizioni, allo stato attuale, almeno a vedere i sondaggi, sono appaiate. Probabilmente sarà una sfida che si decide per uno o due punti percentuali”.
Di diverso avviso sulle tempistiche elettorali il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che a margine dell’evento ha frenato sulle ipotesi di ritorno anticipato alle urne. Il titolare del Viminale ha infatti definito prematuro parlare di elezioni in primavera, ricordando che la legislatura ha una scadenza naturale fissata per l’autunno successivo.
Interpellato inoltre dai cronisti locali sulle voci riguardanti una sua possibile candidatura sul territorio, Piantedosi ha scelto di non alimentare indiscrezioni, glissando sui rumor elettorali e ribadendo che la priorità resta l’attenzione verso le questioni concrete e lo sviluppo dell’Irpinia. E infine su una eventuale modifica dei colleghi elettorali: “Sono quelli già previsti dalla legge”.


