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Il vescovo Aiello ospite del Convitto Nazionale

Di Pellegrino Caruso

“Al Natale siamo ormai abituati, ma il centro della nostra religione è la Pasqua, la cui immagine del Cristo sofferente e poi trionfante non è orpello ma concentrato di significato”. Nella Palestra del Convitto Nazionale l’ospite atteso è importante ma Mons. Arturo Aiello, con semplicità disarmante, confida: “Ho solo risposto ad un invito che accetto con piacere!”. L’occasione si era data qualche mese fa con la visita al palazzo Vescovile da parte di una delegazione di alunni, guidati dalla prof.ssa Cinzia Favorito.  Ottimo intermediario per fissare l’incontro nella Settimana Santa don Antonio Dente, il quale accompagna il Vescovo, ricevuto dalla Dirigente Maria Teresa Brigliadoro che ammette: “Sono emozionata ma felice di poter dare un’occasione ai ragazzi di educazione ai sentimenti.”

I liceali del Convitto conducono con  partecipazione l’incontro, attraverso alcuni “Pensieri”  di Pascal, selezionati con la Prof.ssa Satalino,  sulla reale “misura “ dell’uomo, letti con cura dinanzi alla Croce, verso cui tendono “orme” di cartoncino colorato su cui sono trascritte osservazioni dei ragazzi, che a volte avvertono quella noia mista a solitudine,  ben nota allo scrittore  Saramago.  “ Sono qua – avverte Aiello- perché anche in questi giorni possiate riscoprire le vostre Parrocchie, come luoghi di aggregazione in cui provare  la gioia di incontrare Cristo”. Il Vescovo sottolinea che non bisogna aver paura di condividere con gli altri le proprie debolezze, riscoprendo “l’arte di essere fragile”, sulla scorta del romanzo di D’ Avenia, da cui gli stessi ragazzi traggono spunto.  Vivete  sedotti da falsi miti – osserva  bonario ma deciso Aiello- come la bellezza per le ragazze e la forza fisica per i ragazzi ma non conoscete davvero l’amore che non è uno specchio nel quale riflettersi per insuperbire ma un mezzo per mettersi al servizio degli altri.” I ragazzi ascoltano con attenzione ma le parole del Vescovo sono rivolte a tutto il personale della scuola. “ Non è il caso di questo Istituto, dove noto armonia e condivisione – precisa il Vescovo –  ma stiamo attenti a non diffondere tra gli studenti le regole della competizione fine a se stessa.” La festosa partecipazione dei ragazzi non si fa attendere attraverso un canto gestualizzato, curato con la Prof. D’Oria sulle note di brani, come “I lived” degli “One repubblic”, scelti con cura ed  eseguiti dagli  allievi dell’Istituto, mentre lo stesso Aiello non esita a prendere una chitarra per guidare il coro dei ragazzi, sulle note di “Amen”.  Ai liceali  chiede di tenersi per mano per  recitare un “Padre nostro” che, dice, rivolto loro “vorrei non aveste dimenticato”. Prima della benedizione finale,  vi è pure il tempo per una sorta di inaspettata  interrogazione: “Ragazzi, sapete di chi era figlio Eros, dio dell’ amore ? Era figlio di Penìa, della povertà, perché solo dove c’è sacrificio, può nascere quel sentimento di dedizione all’altro. Non dovete aver paura di parlare con i docenti ed amici dei vostri sentimenti perché solo così riuscirete a gestirli e sarete davvero adulti.” E’ il tempo dei saluti e degli auguri pasquali affidati alla Dirigente che ringrazia quanti hanno reso possibile la riuscita e sentita manifestazione che ha visto i ragazzi interagire tra loro, sconnessi dal virtuale, ma connessi dalle relazioni. Non a caso è della scorsa domenica delle Palme l’invito rivolto ai giovani da  Papa Francesco di far “rumore” senza lasciarsi tarpare le ali da quegli adulti che vogliono che i loro sogni restino solo “fantasticherie”, perché un giovane gioioso fa paura alla società corrotta che non vuol cambiare!

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