Lunedì, 25 Maggio 2026
14.53 (Roma)

Ultimi articoli

Sbatti il mostro in prima pagina è un film del 1972 diretto da Marco Bellocchio ed interpretato da Gian Maria Volonté che affronta in chiave grottesca il tema dell’uso sensazionalistico dei fatti di cronaca per creare dei “mostri” da dare in pasto al pubblico. In realtà la frontiera del rapporto fra giustizia ed informazione è sempre stata un terreno minato che ha provocato vittime innocenti ed ingiustificate sofferenze, a cominciare dal caso Girolimoni, il “mostro di Roma”, arrestato nel 1927 come responsabile del rapimento, dello stupro e dell’uccisione di sette bambine. ll 9 maggio 1927 l’Agenzia Stefani scrisse che dopo “laboriose indagini” erano state raccolte “prove irrefutabili” contro di lui. Dopo alcuni mesi di carcere Girolimoni venne prosciolto da ogni accusa e rimesso in libertà ma rimase marchiato d’infamia per tutta la vita. Il regime fascista presentò l’arresto di Girolimoni come un suo successo nella lotta contro il crimine e fece passare sotto silenzio la sua liberazione, imponendo ai giornali di non occuparsi più di fatti criminosi per non turbare l’opinione pubblica.

Un decreto legislativo, entrato in vigore il 14 dicembre scorso, è intervenuto su questo delicato tema al fine di determinare “il compiuto adeguamento” dell’ordinamento interno alla Direttiva UE del 2016/343 sulla presunzione d’innocenza, introducendo innovazioni importanti nello statuto delle garanzie del processo penale e nella disciplina della comunicazione giudiziaria. Come ha osservato Armando Spataro: “Il corretto rapporto tra giustizia ed informazione-comunicazione è oggi uno dei pilastri su cui si fonda la credibilità dell’amministrare giustizia. All’opposto, la comunicazione scorretta ed impropria genera tra i cittadini errate aspettative e distorte visioni della giustizia, in sostanza disinformazione, così determinando ragioni di sfiducia nei confronti della magistratura e conseguente perdita della sua credibilità.” In realtà c’è un problema di sobrietà nelle informazioni sui fatti processuali fornite dalla magistratura e dalla polizia giudiziaria (sul punto era già intervenuto il Consiglio Superiore della Magistratura  con le linee guida approvate il 18 luglio 2018) che attiene alla credibilità della magistratura, ma l’altro corno del problema è il diritto dell’opinione pubblica di essere informata e la funzione dell’informazione di vigilare criticamente sull’esercizio di tutti i poteri pubblici, compreso il potere giudiziario. Se si assolutizza il tema della presunzione d’innocenza, ammantandola di troppo rigide garanzie extraprocessuali, c’è il rischio di restringere il diritto/dovere di informare. E’ necessario un temperamento dei contrapposti interessi, ma non è semplice trovare un punto di equilibrio. Due sono i cardini su cui si basa la nuova normativa. Il primo riguarda tutte le autorità pubbliche (non solo magistrati e polizia), a cui  è fatto  divieto  “di   indicare pubblicamente come colpevole  la  persona  sottoposta  a  indagini  o l’imputato fino a quando la colpevolezza non è stata  accertata  con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili”.

Il secondo riguarda i rapporti del Pubblico Ministero con gli organi d’informazione; le informazioni devono essere fornite “esclusivamente tramite comunicati ufficiali oppure,  nei casi di particolare rilevanza pubblica dei fatti, tramite  conferenze stampa”. La norma precisa inoltre che “la diffusione di informazioni sui procedimenti penali è consentita solo quando  è strettamente  necessaria  per  la  prosecuzione  delle   indagini   o ricorrono  altre  specifiche  ragioni  di  interesse   pubblico”.

Quanto al primo principio, occorre precisare che in alcuni casi non può essere applicato senza distorcere i fatti o ledere il diritto all’informazione. Pensiamo al caso del delitto avvenuto nel Varesotto, dove un padre è stato arrestato in flagranza dopo l’omicidio del figlio di sette anni ed il tentato omicidio della moglie. Sul piano meramente processuale vale la presunzione d’innocenza, nel senso che, fin quando non sono esaurite tutte le fasi processuali, lo status di colpevolezza dell’imputato non è definitivo, ma sul piano della comunicazione, come si fa ad informare dei fatti rispettando il divieto di indicare come colpevole la persona sottoposta a processo? A volte i fatti parlano a voce alta, gridano e non possono essere silenziati.

Quanto al secondo principio, se la sobrietà è un valore che impone dei canoni deontologici, ingessare la comunicazione istituzionale delle Procure pretendendo che avvenga esclusivamente attraverso comunicati stampa e, solo in via eccezionale, attraverso conferenze stampa, senza la possibilità che procuratori e pubblici ministeri possano interloquire a loro volta con i media è un irrigidimento  che può essere lesivo del bisogno di una corretta informazione e che può avere solo l’effetto – come osservato da Luigi Ferrarella –  di incrementare il mercato nero delle notizie.

Infine c’è un altro aspetto che suscita perplessità, a chi spetta decidere se una notizia giudiziaria è di pubblico interesse? Può essere una competenza esclusiva della magistratura requirente, come emerge dal decreto legislativo in questione? Poiché attraverso il sistema giudiziario passa tutta la storia del Paese e le principali vicende della politica, il rischio è quello di mettere uno sbarramento a quella funzione di critica all’esercizio dei poteri attraverso l’informazione che è una delle missioni fondamentali del sistema dei media in una società democratica. Non a caso la Corte Europea dei Diritti dell’uomo, nel caso Dupuis contro la Francia, con una sentenza del  7 giugno 2007, in una vicenda di intercettazioni illegali, ha stabilito che l’esigenza di informare il pubblico prevale anche sulla presunzione d’innocenza, attribuendo ai giornalisti la funzione di “cani da guardia” della democrazia.

di Domenico Gallo

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

Maxi operazione di controllo in Alta Irpinia da parte dei carabinieri della compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi. In particolare i…

Nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria, condotta a Quindici dai poliziotti del Commissariato di P.S di Lauro, è stato tratto…

Fotografa la scheda elettorale in cabina, probabilmente per dimostrare a qualcuno di aver votato, ma viene scoperto e segnalato immediatamente…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

All’insegna di “impegno, partecipazione e gioia musicale”, si è conclusa, con uno straordinario successo la quinta edizione del Concorso “Semplicemente suono”, Borsa di Studio “Preside Ciro Capossela”. I numeri di questa edizione testimoniano la crescita costante della manifestazione. Tra il 18 e il 21 maggio 2026, le audizioni, realizzate presso...

Ad urne ancora aperte, eletti i primi tre sindaci in alcuni dei tredici comuni della provincia di Avellino dove era presente una sola lista. A Calitri, Guardia dei Lombardi e San Mango sul Calore, alle 23 di ieri sera, è stato superato agevolmente il quorum sancendo così la elezione, rispettivamente,...

di Virgilio Iandiorio Negli anni ‘70 le convinzioni politiche si esprimevano anche con gustose battute. Come quella, sottoforma di domanda, “che cosa fa più male all’Italia il bacco, il tabacco o la Venere?”. E la risposta a chi rimaneva interdetto:” E’ il tabacco, perché basta un mezzo toscano”. Il riferimento...

Ariano Irpino – Un dato incoraggiante, quello registrato ieri, nella prima giornata in cui gli elettori della città del Tricolle sono stati chiamati a votare per il rinnovo del consiglio comunale. Dal 15,08 per cento di mezzogiorno, alle 23 di ieri sera, cioè alla chiusura dei seggi, che ad Ariano...

Ultimi articoli

Attualità

Secondo e ultimo giorno di elezioni: le urne rimarranno aperte fino alle 15, e subito dopo inizierà lo spoglio. Già…

Sarà presentato mercoledi 27 maggio alle ore 11, presso la sede del Cesvolab di Corso Umberto ad Avellino, il progetto…

– di Stafano Carluccio – C’è un dato che più di ogni altro racconta il presente e il futuro del…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy