Secondo e ultimo giorno di elezioni: le urne rimarranno aperte fino alle 15, e subito dopo inizierà lo spoglio. Già in serata sarà quindi possibili conoscere i primi risultati di queste Amministrative 2026. Ad Avellino sono tre i candidati a sindaco che si sono presentati agli elettori: Laura Nargi, Gianluca Festa e Nello Pizza. I primi due sono alla guida di coalizioni di carattere civico, senza simboli di partito, ma in entrambe le coalizioni sono presenti candidati espressione dei partiti del centrodestra: con Nargi ci sono Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e Dc-Con Rotondi, mentre con Festa ci sono la Lega e l’Udc. La terza coalizione, quella di Pizza, è invece una coalizione politica, composta dai partiti del campolargo di centrosinistra.
In base all’ultima rilevazione utile, ieri sera alle 23, l’affluenza è in crescita in tutta la provincia di Avellino, con il 53,98%, in aumento rispetto al 52,33% della precedente consultazione. E nel capoluogo, ad Avellino città, si è registrato un dato ancora superiore alla media provinciale: nelle 72 sezioni cittadine l’affluenza ha raggiunto il 54,66%, contro il 56,59% della tornata precedente (maggio 2024). Una partecipazione rimasta sostanzialmente stabile durante tutta la giornata, dopo il 15,19% registrato alle ore 12 e il 39,42% alle ore 19.
Al termine delle votazioni inizierà immediatamente lo scrutinio delle schede. Nei Comuni con più di 15mila abitanti, se nessun candidato sindaco raggiungerà al primo turno la maggioranza assoluta dei voti (50% più uno), si procederà al ballottaggio tra i due candidati più votati. Il secondo turno si svolgerà: domenica 7 giugno dalle 7 alle 23; e lunedì 8 giugno dalle 7 alle 15.
In provincia di Avellino si vota nei Comuni di Andretta, Ariano Irpino, Avellino (capoluogo), Calitri, Castelfranci, Cervinara, Guardia Lombardi, Luogosano, Prata di Principato Ultra, Quadrelle, Quindici, San Mango sul Calore e Sorbo Serpico.
I documenti necessari per votare
Possono votare tutti i cittadini residenti nei Comuni interessati dalle elezioni che abbiano compiuto 18 anni e siano in possesso dei diritti civili e politici.
Per accedere al seggio è necessario presentare:
* un documento d’identità valido;
* la tessera elettorale, sulla quale è indicato il seggio di appartenenza.
In caso di smarrimento della tessera o di esaurimento degli spazi disponibili, è possibile richiederne una nuova agli uffici comunali, che resteranno aperti per tutta la durata delle operazioni di voto.
Come si elegge il sindaco
L’Anci ha diffuso un vademecum che illustra il funzionamento del voto amministrativo.
Nei Comuni fino a 15mila abitanti si applica il sistema maggioritario: la lista collegata al candidato sindaco che ottiene più voti conquista la maggioranza.
L’elettore può:
* votare direttamente il candidato sindaco tracciando un segno sul nome;
* esprimere una preferenza per un consigliere comunale appartenente alla lista collegata, scrivendone il cognome nello spazio apposito.
Le regole nei Comuni fino a 15mila abitanti
Nei Comuni con popolazione compresa tra 5mila e 15mila abitanti è possibile esprimere fino a due preferenze per candidati consiglieri della stessa lista.
Nel caso di doppia preferenza, i candidati indicati devono essere di sesso diverso. In caso contrario, la seconda preferenza viene annullata.
In questi Comuni non è consentito il voto disgiunto: il voto espresso per il sindaco viene automaticamente attribuito anche alla lista collegata.
Le regole nei Comuni sopra i 15mila abitanti
Nei Comuni con più di 15mila abitanti cambia il sistema elettorale. Oltre all’eventuale ballottaggio, è infatti previsto il voto disgiunto.
L’elettore può:
* votare un candidato sindaco e una lista a lui collegata;
* oppure scegliere un candidato sindaco e contemporaneamente votare una lista collegata a un altro candidato.
Il voto disgiunto si esprime tracciando un segno sul nome del candidato sindaco scelto e un altro segno sul simbolo della lista non collegata.
IL DATO NAZIONALE
Complessivamente sono oltre sei milioni gli italiani chiamati al voto tra Regioni a statuto ordinario e speciale, pari a circa il 15% dell’elettorato nazionale. Coinvolti circa 750 Comuni italiani, tra cui un capoluogo di Regione e 17 capoluoghi di provincia: Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno, Agrigento, Enna e Messina.
Con le elezioni politiche del 2027 ormai all’orizzonte, questa tornata amministrativa viene considerata un importante banco di prova per le coalizioni nazionali.


