La tutela dell’acqua, l’inquinamento dei corsi d’acqua, la gestione della risorsa idrica, il futuro di Alto Calore e la necessità di una programmazione condivisa tra i territori. Sono i temi emersi dall’iniziativa “Acqua Viva – Tempo del Creato 2026”, che si è tenuta questa sera nel Palazzo del Vescovado. Un confronto che ha messo insieme istituzioni, tecnici, gestori e amministratori per fare il punto sulle criticità ambientali dell’Irpinia e individuare una strada comune per affrontarle.
Al centro il Fenestrelle, ma anche la qualità delle acque, la ricerca di nuove fonti, la situazione della Solofrana e dell’area di Montoro, la gestione di Alto Calore, le condizioni della rete fognaria e la necessità di superare interventi frammentari. Un quadro nel quale è emersa la richiesta di una progettazione capace di andare oltre i confini amministrativi e trasformare le criticità in un’occasione di tutela e valorizzazione del territorio.
I saluti istituzionali sono stati affidati a don Pasquale Iannuzzo, vicario generale della Diocesi. Ha introdotto e moderato Mirella Napodano, del Circolo Laudato Si’. Le relazioni sono state di Sabino Aquino, docente di Geologia e difesa del suolo all’Università Telematica Pegaso, e di Alfonsina De Felice, amministratore unico di Alto Calore Spa. Sono intervenuti i sindaci dei quattro Comuni attraversati dal torrente: Nello Pizza per Avellino, Vittorio D’Alessio per Mercogliano, Paolo Spagnuolo per Atripalda e Fabio Siricio per Monteforte Irpino. Presenti anche la vice sindaca di Avellino Anna D’Aliasi, la dirigente Arpac Antonella De Roma, il presidente dell’Osservatorio regionale rifiuti Enzo De Luca.
Per Aquino l’incontro è l’occasione per rivedere la situazione attuale, anche sulla gestione delle risorse idriche. Ci sono, ha sottolineato, gravi criticità ambientali che minacciano le nostre acque. Alla luce di studi condotti in diversi anni, ha prospettato alcune soluzioni e ha portato un esempio tipico: il reticolo del Fenestrelle.
“Da anni si fanno accesi dibattiti per l’istituzione di un parco fluviale quando l’acqua non c’è. Non è che non ce ne sia proprio, ce n’è poca e la dobbiamo salvaguardare. Per questo il progetto deve essere mirato, perché si rischia di fare opere che possono alterare”, come già accaduto in passato.
Sul fronte di Alto Calore, De Felice ha assicurato che l’azienda lavora sulla continuità, “perché il concordato è in continuità”.
Sulla tariffa, ha detto che sarebbe necessaria una tariffa unica, che il gestore sia pubblico o privato, “anzi forse soprattutto se è privato, perché il privato potrebbe pensare che si tratti di un’attività per fare profitti, mentre è un servizio utile e indispensabile per la vita delle comunità”. Ha apprezzato che l’assessore all’Ambiente Claudia Pecoraro e il presidente della Regione Roberto Fico abbiano indicato la tariffa unica regionale tra gli obiettivi primari.
Sull’area di Montoro e della zona Solofrana, De Felice ha riconosciuto che, in chiave ambientale, è una priorità e che dove ci sono emergenze bisogna studiare le soluzioni più idonee e rapide. Da quando è arrivata, ha riferito, il laboratorio di Alto Calore, i tecnici e l’Asl hanno sempre prestato grande attenzione per limitare i danni dell’inquinamento. I rapporti con i sindaci dell’area sono quotidiani e l’azienda è disponibile a ogni soluzione.
Ha poi richiamato il protocollo d’intesa firmato da Alto Calore con l’Autorità di Distretto dell’Appennino Meridionale, che prevede l’impegno a cercare insieme nuove fonti e luoghi sicuri dove realizzare nuovi pozzi. Ha aggiunto che “è una zona piena di sorgenti, c’è il Terminio vicino”.
La dirigente Arpac De Roma ha illustrato i dati: in tutti i punti campionati il Fenestrelle presenta un elevato contenuto di sostanze organiche, di composti dell’azoto e di azoto ammoniacale, riconducibili a contaminazioni di natura fecale, oltre a un’elevata quantità di fosforo. Sono sostanze che abbassano la concentrazione di ossigeno e restituiscono uno stato di qualità delle acque scarso.
L’Arpac, ha precisato, ha sempre informato il Comune, che è a conoscenza della situazione. Quest’anno c’è stata un’intensificazione importante dell’attività delle forze dell’ordine nella ricerca di scarichi abusivi o non controllati, non solo sul Fenestrelle ma anche su Sabato, Solofrana e altri corsi d’acqua.
De Roma auspica che questa sia la strada anche per i prossimi anni: più che mappare ancora gli stessi punti, che restituiscono quasi sempre gli stessi parametri, serve un controllo mirato, associato all’azione delle forze dell’ordine, che ha consentito di individuare diversi punti critici. Ha citato, tra le situazioni più impegnative, anche il caso del depuratore di Nusco.
D’Alessio ha chiesto che il torrente torni a essere una risorsa, attraverso una visione condivisa e una programmazione capace di superare i confini amministrativi. Ha chiesto al Comune di Avellino un confronto immediato sul Fenestrelle, perché i rapporti conflittuali degli ultimi anni tra Comune e Regione Campania non hanno consentito lo sviluppo del progetto.
Mercogliano ha partecipato al percorso di confronto istituzionale tra gli enti, nella convinzione che solo una progettazione coordinata consenta di affrontare le criticità del torrente e trasformarle in opportunità.
Il sindaco di Monteforte Irpino Fabio Siricio ha ricordato l’intesa stipulata tra i Comuni, ma ha posto la questione a livello regionale: serve una programmazione seria, costruita insieme, da progettare e portare avanti.
“Del Fenestrelle se ne parla da 30-40 anni e non si trova mai la via”. Monteforte fatica persino a pulire una parte del torrente: ha scritto alla Regione Campania, da cui è arrivata la risposta che la SMA non può intervenire, e dopo nove mesi l’alveo non è ancora stato ripulito.
Da qui l’importanza di fare rete e di ottenere un consistente finanziamento: “Non possiamo più essere un residuo, lavorare sulle economie”. Siricio ha chiesto di capire cosa si voglia fare dell’Irpinia, sull’acqua come sui rifiuti e sul Fenestrelle, e di avere una programmazione che nei cinque anni di amministrazione dica cosa si porta al territorio.
Ha apprezzato la passione del geologo Aquino e ha ricordato che Alto Calore ha competenze e persone che, anche in pensione, hanno voglia di dare un contributo. Il protocollo d’intesa è fondamentale, ha detto, ma va “reso vivo”, altrimenti si ottengono solo carte che non producono finanziamenti.
D’Aliasi ha spiegato che non c’è solo il Fenestrelle: il lavoro riguarda le criticità di tutti i fiumi che attraversano la città. L’amministrazione ha effettuato sopralluoghi sul campo per verificare l’inquinamento e ha dato atto, come detto dal geologo Aquino, della presenza di scarichi e fenomeni di inquinamento che finiscono nel fiume.
“Dobbiamo prenderne atto e trovare la soluzione migliore, che avrà costi altissimi”.
Il punto di partenza è la mappatura della rete fognaria: “È un dato incontrovertibile: di Avellino abbiamo mappato soltanto il 25%”. Il restante 75% “va sui ricordi, sulle memorie di chi ha lavorato negli anni nei vari enti e nei Comuni, e questi ricordi iniziano a perdersi”.
Si procederà per step: prima la mappatura, poi gli interventi dove ci sono i problemi.
Sul Fenestrelle, il tavolo tecnico è già stato fissato per la settimana prossima, insieme al sindaco, per portare avanti una progettazione che riguardi tutti e quattro i territori.
“Gli interventi spot, per il singolo Comune, fanno sì che il nostro grande polmone resti zoppo, e dobbiamo evitarlo”. La speranza principale per Avellino è proteggere e valorizzare il Fenestrelle, restituendogli il ruolo che merita: “Avellino è pronta a fare la sua parte, e a farla adesso”.
Nel suo intervento De Luca ha ricordato che sul Fenestrelle la Regione aveva già predisposto, nel periodo 2007-2013, un progetto esecutivo da 71 milioni di euro, accompagnato da uno studio storico del territorio. Secondo De Luca una parte di quelle risorse fu anche spesa. Il progetto, che ha recuperato, lo metterà a disposizione degli amministratori presenti. Ha descritto il torrente come un polmone al centro della città, che collega l’area da Montoro ad Atripalda e attraversa Avellino, da tutelare anche dal punto di vista dell’inquinamento e del patrimonio storico.
Ha poi sottolineato l’importanza del protocollo per salvaguardare le risorse idriche dall’inquinamento. Ha riconosciuto il lavoro dell’amministratore unico De Felice e ha ricordato che, senza l’intervento della Regione, la società sarebbe fallita.
Il passaggio centrale è stato politico. Per De Luca i servizi pubblici (rifiuti, acqua, aria, salvaguardia del territorio) sono il tema centrale per le classi dirigenti e per lo sviluppo del Paese, e riguardano anche la salvaguardia del creato. Ha denunciato che i partiti, dopo le elezioni comunali, provinciali e regionali e in vista di quelle politiche, non ne discutono, e che la politica ha più dovere di occuparsene. Il tema, ha concluso, va al di là delle appartenenze di centrosinistra e centrodestra.


