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Adozioni omogenitoriali, Apple Pie: dal Tribunale di Venezia speranze per il riconoscimento dei nostri diritti

E’ l’associazione Apple Pia Arcigay Avellino a intervenire con una nota sulla questione legata al riconoscimento della possibilità di adottare, a coppie unite civilmente torna al centro del dibattito giuridico e sociale in Italia. “A riaccendere l’attenzione è una recente ordinanza che rimette al centro il tema dell’uguaglianza dei diritti e della tutela dei minori. Tutto nasce dal ricorso presentato da due quarantenni veneziani, legati da un’unione civile, che
hanno manifestato la volontà di adottare un bambino ospitato in un orfanotrofio all’estero.
L’orientamento del Tribunale di Venezia rinvigorisce la nostra speranza verso il concreto
riconoscimento di pari diritti, il foro ha evidenziato il carattere discriminatorio del divieto
all’adozione, sia per le coppie unite civilmente sia per i bambini, ribadendo inoltre la
conseguente violazione dei principi della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo.
Aspettiamo ora la pronuncia della Corte Costituzionale.
La legge, le istituzioni fino ad ora hanno continuato a limitare i diritti di aspiranti genitori
reclamando l’ipocrisia del mettere al centro il supremo interesse di bambini e bambine, come
se essere lasciati vulnerabili in una atroce sospensione del tempo in una interminabile attesa
di udienze, passaggi in comunità tenesse conto realmente del loro interesse e della loro tutela.
In Italia la Legge n. 184 del 4/05/1983 – Diritto del minore ad una famiglia, riconosce la
possibilità di adottare a coppie coniugate, per chi è single è prevista la possibilità di adottare in
casi particolari, quando, cioè il minore si trovi nelle condizioni indicate dall’articolo 3, comma
1, della legge n. 104 del 05/02/1992 “È persona con disabilità chi presenta durature
compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di
diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di
vita su base di uguaglianza con gli altri, accertate all’esito della valutazione di base.”
Nel 2011 una prima apertura (!) da parte della Cassazione, verso l’adozione da parte di persone
single, con la previsione della possibilità “(…) nel concorso di particolari circostanze (…)” ma
nessuna possibilità, ad oggi, è stata riconosciuta per coppe omosessuali. La visione
pregiudizievole secondo cui la famiglia derivi solo da coppie eterosessuali è stata più volte
confutata, l’associazione italiana di psicologia ha ribadito che i bambini per crescere bene
hanno bisogno di un ambiente familiare sano che prescinde dal sesso e dal numero dei
genitori!
Nel 2020 abbiamo lanciato Rivoluzione Familiare, campagna di sensibilizzazione per il
riconoscimento della possibilità di adottare per persone single e coppie omosessuali,
estendere il concetto di famiglia, allargare la platea legittimata ad adottare, scardinare lo
stigma che calpesta le vite di troppi perché non eterosessuali. Una delle azioni promosse è
stata la presentazione di istanze di adozione da parte di coppie unite civilmente, anche per il
malfunzionamento del sistema delle adozioni e degli affidi abbiamo avuto non poche difficoltà
perché spesso si rinuncia ad intraprendere un percorso che si sa essere complesso, frustrante
e costoso dal punto di vista emotivo ed economico.
Speriamo in un cambio di passo, in una reale apertura nel riconoscimento di pari opportunità
e diritti che metta davvero al centro la tutela dei minori auspichiamo una riduzione dei tempi
del processo di adozione, perché il tempo vita di ciascuno non può essere ostaggio della
burocrazia e dei suoi labirinti.
Riconoscere a tutti pari opportunità e diritti rende una società realmente civile e democratica”.

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