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Aree interne, spopolamento, acque, agricoltura: Cammarano in Irpinia, per nuove politiche territoriali

Il presidente della terza commissione regionale in audizione ad Avellino

Aree interne, in Campania come in altre regioni italiane: i problemi si intrecciano tra loro, spesso sono simili. Sullo sfondo, i giovani che vanno via, quelli che vogliono restare, quelli ci provano a costruire impresa, partendo dall’agricoltura, ma si scontrano con il sistema, farraginoso e burocratizzato.

La Commissione Speciale Aree interne del Consiglio regionale della Campania ha avviato da Avellino, questa mattina, un’audizione con gli imprenditori agricoli e i sindaci delle aree interne presso la Sala Conferenze “Montevergine”, nella Sede della Regione Campania, al Centro Direzionale di Collina Liguorini, Avellino.

L’incontro ha coinvolto le principali sigle sindacali e le associazioni di settore, con l’obiettivo di raccogliere contributi utili a formulare una proposta di legge nazionale che migliori la governance delle aree interne. Aspetto, questo, sottolineato da Michele Cammarano, Presidente della Commissione Speciale Aree interne del Consiglio regionale della Campania.

Il Sindaco di Avellino Laura Nargi, nel suo saluto istituzionale, ha posto l’accento sulla piaga dello spopolamento, l’importante perdita di abitanti conteggiata ogni anno e che non risparmia la città capoluogo. Una politica di sistema, vedi la Toscana, è vista dal sindaco come la strada utile per re-indirizzare i processi di governance del territorio, processi includenti la stessa città di Avellino.

Nargi non ha dubbi: «Implementare il trasporto pubblico locale, i collegamenti su ferro, la sanità pubblica e i servizi scolastici è indispensabile perché le famiglie decidano di restare, di stabilirsi qui, elevando la propria qualità della vita. Ma anche per offrire ai visitatori un territorio sempre più accogliente ed attrezzato e dunque per rilanciare il turismo. – osserva – Allo stesso modo, insieme agli imprenditori, alle forze sociali ed alle associazioni di categoria, le istituzioni devono collaborare perché gli investimenti pubblici siano indirizzati alla promozione delle nostre filiere di qualità, che già esistono, per uno sviluppo duraturo. E queste due grandi priorità sono alla base, ormai da molti anni, del ragionamento istituzionale avviato in Irpinia, con la Regione ed il Governo, a partire dal Progetto Pilota fino all’attuale Strategia nazionale per le aree interne (Snai)». Se a Regione e Governo spettano le competenze sull’organizzazione dei servizi pubblici, l’agricoltura, al centro del confronto odierno, per Nargi «può rappresentare, se ben valorizzata, un elemento di forza per rilanciare il settore e sostenere un nuovo protagonismo dell’imprenditoria giovanile, per costruire nuove opportunità occupazionali e per il futuro di questa terra».

Assenti per motivi di salute i consiglieri regionali Maurizo Petracca e Vincenzo Alaia. Il consigliere Livio Petitto, vicepresidente della commissione Aree interne, ha sollevato la questione acque in Irpinia, e ha ricordato come non sia stata colta l’opportunità di presentare le schede, 200milioni di euro del Pnrr. Così come non è equilibrata la gestione dei trasporti, avanzata in altre città campane, deficitaria in provincia di Avellino. Anche la Snai, la Strategia per le aree interne applicata in Alta Irpinia, per Petitto va rivista, e massima attenzione va data alla sanità, che continua a perdere pezzi importanti, vedi il caso della clinica Villa Esther. Il nuovo metodo, per il vicepresidente, è superare le vecchie logiche della vecchia politica, oltre i particolarismi, sperando in positivi effetti anche in un  prossimo “cambio del management regionale”.

Per il Consigliere regionale Vincenzo Ciampi la responsabilità politica è in capo al governo regionale, ma va sottolineata anche la responsabilità politica dei comuni (non tantissimi presenti durante questa audizione, rispetto agli inviti nel programma), la maggior parte, ha ricordato Ciampi, guidati da sindaci di estrazione Pd, eppure scarsamente incisivi sul presidente della Regione. Il dialogo resta l’arma vincente, accanto all’appartenenza territoriale, prioritaria rispetto a quella politica. Per sindaci “meno sensibili alle feste, più alle questioni reali, come quelle legate alle condotte idriche”.

Sono seguiti altri interventi, di cui daremo conto in un secondo aggiornamento.

Tra gli altri, la presentazione della mappatura delle aree interne, affidata a Stefania Leone, Docente di Sociologia e Direttore dell’Osservatorio Giovani del Dipartimento Policom dell’Università di Salerno e a Daniela Storti, Ricercatrice senior CREA e Direttrice della Scuola Giovani Pastori, Rete Rurale Nazionale.

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