Martedì, 6 Ottobre 2026
05.25 (Roma)

Ultimi articoli

Di Gianni Festa

C’è un altro sud del quale si parla poco. E’ quello delle aree interne. E’ virtuale. Le voci, infatti, vengono da lontano. Dai luoghi dell’emigrazione, aree metropolitane del nord, realtà urbane d’Europa e del mondo. I racconti dei protagonisti diradano lo spessore delle nuvole che si addensano sulla questione di un altro sud nel sud. Giovanni Del Giudice, due lauree (Scienze politiche e Digitalizzazione) ha vissuto i suoi primi venti anni in un paesino situato tra i confini della Puglia e della Campania. “Ragazzo del muretto” lo chiamavano per quella sua voglia di leggere libri sul muro costruito con tufo nella piazza del paese. Per anni è stato testimone di un esodo biblico, suoi coetanei in partenza per ogni dove, in cerca di lavoro. Un esercito vero e proprio che sintetizza quello che viene definito “effetto spopolamento”. La sua è una riflessione, consegnata al cronista, a tutto campo. Dalla politica, alla conservazione della radice territoriale, fino alla condanna di una classe dirigente giacobina nelle sedi del potere e forcaiola nel proprio territorio di rappresentanza. “Nella realtà dalla quale sono andato via – dice Giovanni- subivamo i ritmi lenti di una condizione sociale ferma nel tempo. La modernità la raccontano solo i social e la televisione”. Forse, penso ascoltandolo, la lentezza dei ritmi di partecipazione alla società dipende anche da un valore antico trasformatosi in condanna: la civiltà contadina, con le sue lentezze, ma anche con straordinari valori, non mediati dall’avvento di rapide innovazioni tecnologiche incapaci di coinvolgere i territori e le comunità nella fase di passaggio di una resistenza al nuovo. Sono state anche le conseguenze dei disastri ambientali (terremoti, frane, alluvioni, ecc) con i ritardi accumulatisi nella ricostruzione, ad accelerare la fuga verso paesi assai lontani. E così lo spopolamento ha trovato forza nell’eseguire una condanna senza appello. Le storie dicono anche di più. Racconta Nicola Di Stasio, emigrato negli anni Sessanta in Venezuela, dall’Aspromonte, in Calabria. “Partii per combattere la fame, la povertà, assicurare ai miei figli un domani migliore. Dura fatica, sacrifici enormi, ma la grande soddisfazione di raggranellare danaro per inviarli al mio paese. Il più grande desiderio, costruire un’abitazione nel mio paese di origine”. Nicola racconta la sua storia con una commozione che gli rende gli occhi lucidi. Poi il rovescio della medaglia. “L’abitazione la completai. Ero felice. I miei figli avrebbero potuto disporre di un mattone nella propria terra. Oggi sono stati costretti a venderla per potersi pagare il trasferimento all’estero. Mi piange il cuore”. E pensare che in quasi mezzo secolo qualcosa poteva cambiare. Invece speranza e dramma si sono inseguiti. Ieri come oggi. Già, mezzo secolo e più di politica per le zone interne. L’isolamento è stato solo in parte sconfitto. Le delusioni sono figlie dei mancati appuntamenti con una politica di infrastrutture. Strade, autostrade, dighe, mobilità ferroviaria sono ancora oggi progetti ingialliti nei vari ministeri. I cosiddetti masterplan per il Mezzogiorno, e quindi anche per le zone interne, sono stati accantonati. Forse ci sarà un tempo diverso. Almeno si spera. O, per dirla con Pino Daniele, le zone interne saranno destinate a diventare una “carta sporca che nisciuno se ne importa”. La politica, ad esempio. Con i suoi rappresentanti meridionali in Parlamento che latitano quando si affronta la “questione meridionale” e sostano nei baretti intorno alle Camere aspettando di parlare d’altro. Non sembri un paradosso. E’, anche se non sempre, la storia di un sud in cui la radice del male è l’assenza di una classe dirigente degna di questo nome, come amava dire con amarezza Guido Dorso, spettatore indignato di un Mezzogiorno “clientelare e trasformista”. Se la politica è assente, la classe dirigente minimizza sullo spopolamento delle zone interne offrendo analisi sociologiche dal sapore giustificazionista, la Chiesa, invece, ha scelto la trincea. L’assenza di anime nei paesi del sud ha sollecitato preti di campagna, pastori delle Diocesi meridionali e delle aree interne del Nord a scendere in campo. Hanno rivolto un appello a Papa Francesco, al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, a sollecitare una maggiore attenzione per le aree fragili del Paese.

Condividi

Picture of Gianni Festa

Gianni Festa

Cronaca

Resta in carcere il 57enne di Ariano Irpino, accusato del tentato omicidio di una 23enne, accoltellata nel centro storico di…

False residenze per le amministrative 2020 a Quindici: stamane sono stati ascoltati solo tre dei sei testi previsti. In aula…

Nove ammonimenti al mese: in nove mesi, in totale sono ottantuno i provvedimenti emessi per violenze domestiche e stalking. Il…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Dieci anni di esplorazione, cultura e condivisione. L’Associazione Culturale Per Aenigmata celebra il decimo anniversario con un appuntamento in programma domenica 11 ottobre, alle ore 18, allo Spazio Arena di via L. Amabile 34. Un traguardo importante per un’associazione, guidata da Annalisa Barrel, che in un decennio ha promosso attività...

Resta in carcere il 57enne di Ariano Irpino, accusato del tentato omicidio di una 23enne, accoltellata nel centro storico di Salerno lo scorso 23 settembre. Lo ha decretato il gip del Tribunale di Benevento, Roberto Nuzzo che non ha convalidato il fermo del 57enne, ma ha disposto una nuova ordinanza...

di Rosa Bianco Domenica 11 ottobre 2026, alla Tenuta Ippocrate a Montefredane (AV), una giornata di confronto tra medicina, ambiente, agricoltura, biodiversità e interrogativi sulla modificazione del clima. Al centro anche “Le Traiettorie della Salute” del dottor Rocco Fusco e la proposta di legge “Cieli Blu” promossa dall’avvocata Frida Chialastri....

E’ stata l’occasione per una riflessione su diritti, inclusione e contrasto alle discriminazioni l’incontro “Oltre i confini: un mondo di possibilità”, tenutosi questa mattina all’Urban Center di Avellino, in via Clausura. Un momento di confronto sui temi dell’identità e della transizione di genere, della genitorialità e dei servizi attivi sul...

Ultimi articoli

Attualità

E’ stata l’occasione per una riflessione su diritti, inclusione e contrasto alle discriminazioni l’incontro “Oltre i confini: un mondo di…

Mobilità sostenibile, la Provincia di Avellino si candida al Programma europeo LIFE con il progetto AIMS Apennine Inclusive Mobility Spine…

“La vicenda Stadio rappresenterà un vero e proprio Vietnam per questa amministrazione, che su questa questione sta combinando un pasticcio…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy