Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere padre e figlio, raggiunti sabato da una seconda ordinanza cautelare in carcere, per tentato omicidio. I due stamattina, affiancati dall’avvocato Alfonso Maria Chieffo, hanno scelto di non rispondere al gip, Antonio Sicuranza, per le accuse mosse nei loro confronti dalla procura e relative ad una prima sparatoria con diversi colpi d’arma da fuoco esplosi da G.C. contro gli occupanti di un’Alfa Mito.
Nelle prima serata di sabato Santo G.C. di 19 anni avrebbe sparato contro un’autovettura diversi colpi d’arma da fuoco con la 7.65 poi sequestrata esplosi contro l’autovettura dai militari dell’arma dei carabinieri di Avellino. Inizialmente il giudice per le indagini preliminari, Antonio Sicuranza, non aveva ritenuto di concedere la misura cautelare, ma poi – con ulteriori indagini – il quadro investigativo si è arricchito di nuovi elementi ed è scattata la seconda misura per padre e figlio.
Determinante è stato il ritrovamento del veicolo. Sulla carrozzeria sono stati infatti rilevati fori di proiettile compatibili con munizioni calibro 7,65, presenti lungo la fiancata della vettura.



