False dichiarazioni per ottenere condoni edilizi dal Comune di Avellino: che la pacchia fosse finita lo si era capito già da qualche mese, ma oggi, se ne è avuta un’altra riprova, vista l’ordinanza di demolizione scattata nei confronti del proprietario di un appartamento di via Annarumma. L’ordinanza è stata firmata questa mattina dal dirigente del settore Edilizia Luigi Cicalese e dispone la rimozione di un soppalco realizzato all’interno di un garage e una veranda a servizio della cucina.
DICHIARAZIONI MENDACI PER OTTENERE IL CONDONO
Il motivo dell’ordinanza? Perché dai riscontri interni effettuati dagli uffici comunali è emerso che la pratica con la quale era stata presentata la richiesta di condono recava “dichiarazioni risultate mendaci”. In pratica, durante l’accertamento, si sono accorti che “nel registro delle domande di condono edilizio, al numero di protocollo assegnato alla pratica, risulta associato un nominativo del richiedente diverso da quello della ditta in questione”. In base a queste motivazioni è stato quindi annullato il condono inizialmente concesso dal Comune nel 2022 ed è stata ordinata la demolizione delle due opere abusive: ordine che dovrà ora essere eseguito entro i prossimi 90 giorni (con contestuale ripristino dei luoghi).
L’INCHIESTA DELLA PROCURA E LE UDIENZE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO
Questo provvedimento può essere interpretato come un’estensione della rinnovata politica di controlli e verifiche inaugurata al Comune di Avellino all’incirca un anno fa, quando dalla Procura scattò un’indagine ad hoc sugli abusi edilizi in città, e quando, quasi in contemporanea, iniziò ad occuparsi della vicenda anche la Commissione Bilancio all’epoca, presieduta dal consigliere comunale del Pd Ettore Iacovacci. All’epoca al vertice di Palazzo di Città c’era la sindaca Laura Nargi, che assicurò la massima collaborazione sia alla Procura che alla Commissione Bilancio, impegnando anche gli stessi funzionari e dirigenti comunali ad approfondire verifiche e controlli incrociati per scovare eventuali abusi edilizi commessi negli anni.
IL SISTEMA BADAK E I BALCONI FUORI MISURA DI VIA ROMA
A confermare fin dall’inizio che negli ingranaggi del settore urbanistica c’era qualcosa di sbagliato era stato lo stesso dirigente comunale Luigi Cicalese, durante una delle riunioni della Commissione Bilancio sopra citata: “Sono stati commessi degli errori”, disse, nel giugno scorso, al tavolo del presidente Iacovacci. Da pochi mesi si era insediato alla dirigenza del settore Edilizia ed evidentemente aveva già trovato alcune cose che non quadravano. Erano quelli anche i mesi in cui la polizia giudiziaria si era già presentata agli uffici del settore urbanistica ed aveva iniziato a sequestrare faldoni e a verificare registri e computer. Proprio sul sistema informatico in uso all’ufficio urbanistica era stata trovata una falla: il programma (chiamato Badak) con il quale si erano per anni e anni archiviate le pratiche dei condoni non era un programma ‘omologato’ dal ministero e quindi non era possibile certificarne la sicurezza e l’affidabilità. Un software esposto ad ingerenze esterne e quindi potenzialmente soggetto a manipolazioni infedeli. Erano quelli anche i mesi in cui partirono le prime ordinanze di demolizione con le quali il Comune iniziava a porre rimedio agli errori commessi in passato: caso emblematico fu quello dell’ordinanza di demolizione per i balconi realizzati ad una distanza minima dal suolo non consentita con i nuovi palazzi bianchi appena costruiti in via Roma. Ed è di questi giorni il sequestro di un intero cantiere edile in via Zigarelli per presunte irregolarità, anche qui, nella concessione delle licenze edilizie.



