Sequestro complesso edilizio di via Zigarelli: dopo il rigetto da parte dei giudici del Tribunale del Riesame per le misure reali di Avellino dei ricorsi presentati dagli avvocati di tre dei sette gli indagati, i difensori puntano all’incidente probatorio. Domani verrà conferito l’incarico al perito che dovrà acquisire la prova relativa al permesso a costruire ottenuto dalle società coinvolte nell’inchiesta. i ricorsi al Tribunale del Riesame erano stati presentati dagli imprenditori Antonio Avagnano, legale rappresentante della AM Immobiliare, proprietaria e committente dei lavori e Luca Marinelli, impresa che realizzava i lavori e anche uno dei titolari dell’AM Immobiliare, difesi dagli avvocati Benedetto Vittorio De Maio e Raffaele Tecce.
I militari avevano eseguito il 20 febbraio scorso, un decreto di sequestro firmato dal Gip del Tribunale di Avellino Mauro Tringali su richiesta della Procura (le indagini sono coordinate dal pm Fabio Massimo Del Mauro). Sette le persone indagate per i reati di lottizzazione abusiva e falso (contestato a due dei sette indagati).
Gli scritti nel registro degli indagati, accusati di falso e violazione della normativa edilizia, sono geometri, progettisti, direttori dei lavori e noti imprenditori edili. Stando agli accertamenti effettuati dai carabinieri forestali avrebbero violato la fascia di rispetto del Vallone Fenestrelle.
Sul complesso, i militari avevano eseguito, a febbraio scorso, il decreto di sequestro firmato dal Gip del Tribunale di Avellino Mauro Tringali su richiesta della Procura (le indagini sono coordinate dal pm Fabio Massimo Del Mauro). Sulla struttura era in corso da un anno una consulenza della Procura. Un sequestro chesi inserisce, come aveva sottolineato l’ex Procuratore Domenico Airoma, ora a capo della procura Napoli Nord “in un contesto più ampio diretto al contrasto degli illeciti penali connessi alle speculazioni urbanistico – edilizie che interessano il territorio irpino”.Nel caso specifico il fabbricato in questione, di tipo residenziale, unitamente al relativo di cantiere di circa 3000 m², sia stato realizzato in violazione dell’assetto plano-volumetrico vocazione agricola, ricadente nella fascia di rispetto di un corso d’acqua.
Con la realizzazione delle dodici unità immobiliari realizzate in un’area destinata a noccioleto, i sette indagati avrebbero realizzato una lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio con una trasformazione urbanistica dell’area interessata, in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, senza previa autorizzazione e in presenza di una trasformazione urbanistica del territorio effettuata in assenza del previsto piano di lottizzazione con necessità di un ulteriore adeguamento degli standard, in ragione del notevole incremento del carico urbanistico.
Stando a quanto accertato dai militari del nucleo forestale con la realizzazione dell’opera, realizzata su un’area dove, in precedenza, c’era un vecchio rudere demolito nel 2009 e ricadente nell’area del parco Fenestrelle e finita sotto sequestro, avrebbero aumentato del circa il 30 per cento la volumetria della costruzione originaria, un ampliamento della medesima superiore a 750 metri cubi e ancora una nuova costruzione con una volumetria superiore a mille metri cubi. In sostanza l’edificio realizzato è completamente diverso dal preesistente e con dimensioni maggiori, con dodici appartamenti con relativi box auto, oltre ad essere stato realizzato in un’area non edificabile. Saranno gli ulteriori accertamenti a verificare se la struttura, i cui lavori a quanto pare erano sospesi in attesa della definizione della consulenza, a verificare se la struttura ha registrato o meno le violazioni contestate. Il caso potrebbe finire davanti ai giudici del Tribunale del Riesame per le misure reali di Avellino.


