Al via la due giorni di dibattiti organizzata dall’onorevole Gianfranco Rotondi ad Avellino sul futuro della Democrazia Cristiana: ha riunito vecchi e nuovi democristiani, di destra e di sinistra, per dare a ciascuno la possibilità di rispondere alla domanda “Abbiamo ancora qualcosa da dire?”. “Oggi – ha detto Rotondi ai giornalisti a margine del convegno – qui abbiamo riunito i democristiani che sono attualmente presenti sulla scena politica nazionale. Ci sono anche democristiani che militano nel centrosinistra, perché questo è un momento di confronto culturale, nel senso che uno può dire di portare avanti il programma dei cattolici nel centrosinistra perché crede che quello sia il campo giusto, e noi a destra possiamo dire l’opposto. Ma prima di dire dove dobbiamo stare, vogliamo domandarci se abbiamo ancora ha qualcosa da dire”.
Inevitabile una domanda anche sulle imminenti elezioni amministrative di Avellino, previste per i prossimi 24 e 25 maggio, e sullo stallo in cui è caduto il tavolo della coalizione di centrodestra: “Difficile rispondere senza ascoltare i responsabili dei singoli partiti che sono impegnati a cercare una convergenza. Io l’ho detto dall’inizio che se c’è un solo candidato possiamo parlare di centrodestra, se invece ognuno si fa il centrodestra suo, anche stavolta vinceremo la prossima”. Il nodo del candidato con il simbolo o senza simbolo? “Questo mi sembra trascurabile”.







