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Avellino, malcontento al Provveditorato: i bidelli precari contro il procedimento di assegnazione degli incarichi annuali

C’è amarezza tra i collaboratori scolastici (i vecchi bidelli) precari inseriti in prima fascia, quella riservata ai collaboratori che abbiano già svolto 24 mesi di servizio. Motivo di questi forti malumori un sistema legato alle assegnazioni degli incarichi al personale Ata che finisce per scontentare tanti, a causa delle disponibilità uscite in un secondo momento, a svantaggio dei primi in graduatoria.

“L’ufficio scolastico provinciale – si legge nel comitato collaboratori scolastici prima fascia – lo scorso 30 agosto, sul proprio sito ha convocato in presenza, nei giorni 6 e 7 settembre, in turni mattutini e pomeridiani, i collaboratori di prima fascia presenti dal posto 34 al 160 di una fascia composta da ben 293 collaboratori, quindi poco più della metà, considerando che i primi 33 erano già assegnatari del ruolo. Questi collaboratori, chiamati ovviamente in base al punteggio, hanno potuto scegliere tra i posti annuali presenti in quel momento. Tutto perfetto, finora, tranne per il fatto che già il 7 settembre risultavano esserci dei posti in più rispetto alla mattina precedente. Questa situazione ora si riproporrà il 20 e il 21 settembre, giorni in cui lo stesso provveditorato ha convocato la parte restante della graduatoria, ovvero dal 161 al 293, ebbene sì, perché i collaboratori che si recheranno all’ufficio scolastico potranno non solo scegliere tra i posti rimasti dalle scelte (e non scelte) dei colleghi con punteggi più alti ma potranno beneficiare di nuovi posti resisi disponibili solo successivamente alla convocazione precedente”.

“Un collaboratore residente in città e in posizione 60 (esempio puramente indicativo) – prosegue la nota – nel suo turno di scelta ha potuto trovare già presi i posti comodi e vicini trovando invece disponibili soltanto posti annuali in Alta Irpinia quando magari un suo collega, sempre residente in città, però al posto 120, la mattina successiva ha potuto trovare un nuovo posto liberatosi nella giornata precedente, nell’hinterland avellinese e quindi vicino e facilmente raggiungibile. Ancora peggio se si pensa che tra il 7 e il 20 settembre ci sono quasi due settimane in cui possono essersi liberati molti nuovi posti, che andranno a vantaggio dei collaboratori in posizione più bassa rispetto magari a chi, in posizione alta, non ha voluto o potuto (in entrambi i casi per motivazioni sempre personali e in ogni caso validi e per questo non discutibili) accettare un posto annuale in una località distante anche un’ora e mezza da casa. Tutto questo palesemente crea una differenza di opportunità che va paradossalmente a discapito di chi è meglio piazzato in graduatoria e può facilmente portare a situazioni in cui collaboratori con meno punti avranno un annuale comodo a poca distanza da casa mentre chi ha più punteggio può solo ripiegare su supplenze di pochi giorni per restare vicino casa e vicino la propria famiglia, o peggio ancora restare fermo senza lavoro”.

Il comitato chiarisce come sono diverse le cause che portano a questa situazione paradossale e discriminante nei confronti dei collaboratori irpini, “tra cui troviamo il ritardo di diverse scuole nel comunicare la propria richiesta di personale annuale oppure il fulmineo e individuale vuoto che si può creare quando un bidello di ruolo decide di accettare un incarico di profilo superiore come può essere uno amministrativo, tecnico o da docente, liberando così il suo posto annuale da collaboratore.
Di certo non tutti i motivi sono ascrivibili alle scelte metodologiche del provveditorato avellinese, ma sicuramente si tratta di garantire l’equità di scelta in base alla posizione.
Eppure sarebbe davvero facile porre fine a questo scempio e garantire il rispetto del punteggio maturato in graduatoria, in due modi possibili ad esempio: il primo prevederebbe l’obbligo per tutti gli istituti scolastici irpini di comunicare entro un termine ultimo perentorio (magari fine agosto) le proprie necessità di organico, fuori dal quale non potrebbero più avere nuovi collaboratori aggiuntivi, così che poi la prima fascia al momento della convocazione unica saprebbe con certezza di avere di fronte gli unici posti annuali disponibili e solo in quel caso decidere di conseguenza senza ascrivere ad altri il motivo di un rifiuto; il secondo invece (nel caso in cui il primo fosse impossibile da attuare) prevederebbe la convocazione dell’intera prima fascia, magari in turni per facilitare la sicurezza fisica dello svolgimento delle operazioni, ad ogni blocco di posti resisi disponibili (quindi prevedendo anche più convocazioni dell’intera fascia), in modo da garantire, ogni qualvolta si liberi un posto annuale, la chiamata in base al punteggio e il rispetto dello stesso”.

Il comitato chiede rispetto per le storie di ciascun collaboratore “Ognuno ha fatto i propri sacrifici per avere il proprio punteggio e quindi ognuno di essi merita che il punteggio maturato valga davvero qualcosa in tutte le possibili occasioni”

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