Arbusti, rovi, immondizia. Cestini dell’immondizia pieni. Alberi caduti. Erba alta, altissima. E ancora rovi che sbarrano uno degli accessi. Un escremento al centro del campetto di calcio. Il campetto polivalente di Bellizzi oggi è questo. Una struttura inutilizzata, vuota, degradata.
Paradossalmente è stata dimenticata il giorno dopo in cui è stata ultimata la riqualificazione grazie a fondi erogati nel lontano 2016, quando era sindaco di Avellino Paolo Foti.
Il manto del campetto è stato rifatto, sistemati i giardini e gli edifici dove sono gli spogliatoi, le gradinate e tutto il resto.
Un buon lavoro – se non fosse per il campetto di basket che non si sa perché è rimasto com’era. Comunque la struttura è potenzialmente funzionale ma non fruibile proprio perché in fondo non c’è nessuno che la utilizzi. Un altro controsenso. Anni prima della riqualificazione era il centro di ritrovo dei ragazzi, punto di incontro: ci giocavano, si allenavano, organizzavano tornei. Due tiri in porta per passare il pomeriggio insieme. Qualcuno ci andava semplicemente a passeggiare o a correre, a prendere un po’ d’aria. Il piccolo parco con panchine qua e là e un campo di bocce coperto, che circonda il campetto, è anch’esso abbandonato: il verde lo ha invaso, la vegetazione ha coperto tutto. È impenetrabile.
Intanto la consigliera comunale del Pd Sara Iannaccone sta provando a trovare una soluzione: sarebbe forse il caso di affidare il campetto in gestione a qualcuno, a un’associazione, a chi si occupa di sport? Comunque, l’area andrebbe subito ripulita, dando una sistemata, tagliando un po’ d’erba, portando via la spazzatura. È così che si riqualifica una periferia o no? È così che si dà ai giovani uno spazio per vivere o no? È questo il decoro urbano, la cura delle piccole – forse in questo caso anche grandi – cose che ha promesso l’amministrazione del sindaco Nello Pizza? Certo, si è insediata da pochi mesi, e qualche ritardo nel rodaggio della macchina politico-amministrativa è comprensibile. Però sarebbe il caso che l’assessore allo sport Geppino Giacobbe prendesse in carico la questione seriamente.
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