E stata una giornata lunghissima per la società biancoverde. Tanti i nomi sul taccuino del presidente D’Agostino per la successione a Raffaele Biancolino esonerato ieri in mattinata dopo la sconfitta in casa con il Pescara, ultimo in classifica.
Era stato sondato il profilo di Luca D’Angelo, ma l’allenatore resta in attesa della decisione dello Spezia che potrebbe esonerare l’ attuale tecnico Donadoni e farlo tornare sulla panchina ligure.Tra le opzioni valutate anche Fabio Caserta, altro tecnico monitorato con attenzione nelle ultime ore.
Ma il nome scelto ieri, dopo ore di contatti e valutazioni è quello di Guido Pagliuca, che avrebbe superato la concorrenza e sarebbe ormai pronto a legarsi al club biancoverde. Ora si aspetta solo l’ultimo passo formale,la firma de contrato che lo legherebbe fino a giugno 2028.
Nato a Cecina il 17 febbraio 1976, man con sangue campano nelle vene (il padre è originario di Aversa) Guido Pagliuca, da terzino smette ha smesso presto di giocare per colpa degli infortuni, dopo esser sempre rimasto nei pressi della costa: Cecina, Livorno, Follonica, Rosignano. Iinizia il suo percorso in panchina nei settori giovanili di Rosignano Sei Rose e Cecina, club che nel 2007 gli affida la guida della prima squadra in Serie D. Tre anni dopo approda al Borgo a Buggiano, con cui ottiene subito la promozione tra i professionisti.
Nel 2014 arriverà la seconda promozione alla guida della Lucchese (dove nasce il sodalizio con Nazzareno Tarantino, allora ancora attaccante, che sarà adesso il suo vice anche a Empoli): vittoria del campionato all’ultima giornata nello scontro diretto con la Correggese e gol-promozione di Tommaso Pecchioli (che poi sarebbe passato dal San Donato Tavarnelle e oggi gioca al Firenze Ovest). Coi rossoneri sale in Lega Pro la stagione dopo, venendo però sollevato dall’incarico.
Seguono cinque campionati non facili in Serie D: a Imola subentra, a Forte dei Marmi subentra ma poi viene mandato via all’inizio dell’annata successiva, a Ghivizzano non finisce la stagione, idem alla Pianese (come detto per “motivi disciplinari” come scrisse la società sul comunicato ufficiale, a seguito di una espulsione per bestemmie contro il Lornano Badesse). E nel mezzo, nel ’19, ci mette anche l’esperienza in B alla Cremonese, come vice di Marco Baroni (“È stato un mentore che mi ha trasmesso la sua esperienza e mi ha dato la spinta definitiva per dedicarmi completamente al calcio” dirà poi).
Nel 21-22 riparte in C dall’amata Lucchese, appena ripescata. Alla fine sono play-off. Ed è la svolta. Poi vengono Siena, sempre in C (con un buon piazzamento, nonostante la penalizzazione tolga i play-off e la società riparta poi dai Dilettanti) e quindi la Juve Stabia, dove nel 2024 conquista la Serie B (e vince la panchina d’oro di categoria) e nel 2025 rischia addirittura di finire in Serie A, fermato solo in semifinale play-off dalla Cremonese nonostante la vittoria dell’andata.
Quindi l’esperienza alla guida del Gavorrano in Lega Pro, poi il Bogliasco, prima di arrivare alla Lucchese nella stagione 2013/14: anche in questo caso centra la promozione, vincendo il campionato di Serie D. Dopo le esperienze sulle panchine di Imolese, Real Forte Querceta e Ghivizzano, nell’ottobre 2019 diventa vice allenatore della Cremonese in Serie B.
Dopodiché le panchine con Pianese, Lucchese e Siena, Nell’estate del 2023 firma con la Juve Stabia, con cui conquista la promozione in Serie B proprio a discapito dell’Avellino. L’anno dopo, ancora sulla panchina delle vespe, è protagonista in Serie B con un campionato strepitoso chiuso in semifinale play-off. Una stagione che vale il salto di qualità: in estate viene chiamato alla guida del neo retrocesso Empoli. Parentesi che durerà poco per via dell’esonero in favore di Alessio Dionisi.



