C’è anche la città di Mirabella tra le dieci finaliste che si contenderanno il titolo di Capitale della cultura 2028. Un sogno che continua per il comune irpino che ha costruito il suo progetto intorno all’Appia e alla valorizzazione del patrimonio archeologico locale nel segno di arte e cultura.
Grande l’emozione del sindaco Giancarlo Ruggiero e degli assessori che sottolineano come ad essere premiato sia stato un percorso coltivato in questi anni con dedizione e lungimiranza, nel segno di una visione. Svanisce invece il sogno della Città Caudina, di Benevento e di Bacoli, escluse dalla finale.
Ora si tratterà di lavorare al dossier da presentare e da discutere nel corso delle audizioni convocate per il mese di febbraio.”È un sogno bellissimo”. Euforica l’assessora comunale di Mirabella Eclano, Raffaella Rita D’Ambrosio.
Suo il merito di aver lanciato l’idea in un pomeriggio in cui a Mirabella erano presenti I vertici nazionali dei Parchi e dei siti archeologici per confrontarsi sulle grandi scoperte avvenute presso il Parco Aeclanum. “Questa mattina ho letto tra tante città importanti il nome di Mirabella e ho pensato che era un piccolissimo puntino nell’universo. Eppure ci siamo riusciti”. L’assessora D’Ambrosio esprime tutta la gioia e rivolge il suo sguardo anche alle altre aree vicine.
“È un risultato straordinario non solo per noi ma per l’Irpinia e per tutte le zone interne. È una finestra sul mondo, un risultato che ci riempie di immensa gioia ma anche di grandissima responsabilità. Dico questo – continua l’assessora- perché rappresentiamo tutti. Io mi sento di rappresentare tutti e dobbiamo essere all’altezza”.
D’Ambrosio rivendica per questo territorio e tutti quelli simili, un ruolo fondamentale. “Dobbiamo avere consapevolezza di quanto abbiamo realizzato e rivolgo un forte in bocca al lupo a tutti noi. A Mirabella, all’Irpinia, a tutte le zone interne del mondo. Non dobbiamo dimenticare da dove provengano. E noi in particolare proveniamo dall’Irpinia, area dalla quale sono venuti fuori personaggi importanti che sono rimasti nella storia. Abbiamo tanto da raccontare, siamo orgogliosi che il mondo si prepari, e intanto anche l’Italia, ad ascoltare questo racconto. Mamma mia che felicità “. Ha ragione l’assessora D’Ambrosio, Mirabella può raccontare la storia millenaria di questa terra attraverso gioielli come il Parco Aeclanum, la via Appia e tanto altro.
Dieci i progetti finalisti:
- Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce
- Ancona – Ancona. Questo adesso
- Catania – Catania continua
- Colle di Val d’Elsa (SI) – Colle28. Per tutti, dappertutto
- Forlì – I sentieri della bellezza
- Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro
- Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia
- Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli
- Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro
- Tarquinia (VT) – La cultura è volo
Le finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche, che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026, presso la Sala Spadolini della sede del Ministero della cultura. Ogni candidata avrà così la possibilità di illustrare nel dettaglio il proprio progetto e rispondere alle domande dei giurati. Per ciascun dossier le audizioni avranno una durata massima 60 minuti, di cui 30 per la presentazione del progetto e 30 per una sessione di domande da parte dalla Giuria. Le audizioni saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della cultura.
Il progetto è presentato con il titolo “L’Appia dei Popoli – Incubatrice di Art Thinking”.
La candidatura punta sulla valorizzazione della via Appia (recentemente riconosciuta Patrimonio UNESCO) che attraversa il parco archeologico di Aeclanum e sul coinvolgimento della comunità irpina come laboratorio di creatività.
Mirabella Eclano è l’unica città della Campania rimasta in gara per l’edizione 2028, dopo l’esclusione di altre candidate come Bacoli e Benevento.




