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Centri per l’Autismo, la proposta di Cirielli: “Una task force in Campania coordinata dalla Regione”

Il caso del Centro per l’Autismo di Avellino (nel rione Valle in via Serroni), costruito ma mai aperto (un’odissea che va avanti da 24 anni), potrebbe essere uno dei temi al centro della campagna elettorale per le elezioni regionali del 23 e 24 novembre prossimi: arriva infatti dal candidato presidente del centrodestra, Edmondo Cirielli, una proposta ad hoc. “In Campania, ma il trend è mondiale, aumentano ogni anno le diagnosi di autismo nelle più diverse forme dello spettro – spiega Cirielli -. Il Governo sta lavorando sulle disabilità e sull’autismo su una precisa strategia per l’approccio in favore dei soggetti con autismo. E’ necessario che la Regione integri le proprie azioni per affrontare l’emergenza seguendo una filiera istituzionale. Va innanzitutto valorizzato il prezioso ruolo degli operatori del terzo settore che in Campania già oggi svolgono un ruolo importantissimo. Serve una task force sotto il controllo diretto della Presidenza della Regione per intervenire nelle fasi della diagnosi e della gestione durante l’intera vita di uomini e donne con autismo”.

“Il trattamento è tanto più efficace quanto più è immediato. Per questo, la diagnosi precoce è essenziale.
La mia Regione avvierà screening sommari già nei nidi per una diagnosi precoce, perché occhi esperti possono cogliere i segni dell’autismo già nei primi mesi di vita. La Regione dovrà valutare l’attivazione delle nuove procedure come ad esempio il neurofeedback. Inoltre, dovrà essere creato un osservatorio specifico per il bilancio di salute dei pediatri su piattaforma con IA, per individuare i segni dell’autismo precocemente e avviare immediatamente le terapie. Possono essere utili anche i test genetici effettuabili con banali prelievi di sangue per individuare le mutazioni conosciute associate alle diverse forme di autismo”.

“Per un approccio giusto al mondo dell’autismo è fondamentale la formazione degli insegnanti di sostegno che spesso, non per loro colpe, non riescono a gestire le criticità e soprattutto non riescono a integrare gli interventi a scuola con quelli nei centri di riabilitazione e presso le famiglie che spesso, a proprie spese, vengono effettuati fra le mura domestiche. Non di rado avviene che durante l’anno scolastico i bambini cambiano anche tre, quattro volte l’insegnante di sostegno. Va individuato un meccanismo che preveda innanzitutto la tutela dei bambini. E va potenziato nell’intera Regione, il ruolo dell’assistente alla comunicazione, ausiliario dell’insegnante di sostegno. Soltanto la sensibilità di pochi Comuni oggi consente ai soggetti con autismo che frequentano le scuole di quel Comune di usufruire di una figura che diventa sempre più importante”.

“In Campania, le Asl sembrano avere un approccio diverso alla gestione dell’autismo. Una sorta di autonomia differenziata. Va garantita uniformità di gestione e trattamento. Oggi la terapia d’elezione è considerata l’Aba. Le nuove linee guida degli esperti danno spazio al Denver Model. Tuttavia, esistono terapie diverse, personalizzate, molto apprezzate dalle famiglie; penso ad esempio alla Terapia Multisistemica in Acqua nelle diverse varianti.
Compito della Regione sarà avviare forme di ricerca e sperimentazione per acclarare l’efficacia di nuove terapie”.

“E’ necessario agire sulla formazione specifica. Per i soggetti con autismo ad alto funzionamento, la Regione favorirà la formazione anche Universitaria, con protocolli specifici con le Università regionali che dovranno diventare Autism Friendly. Per i soggetti con autismo a moderato funzionamento, dopo i 14 anni di età, è necessario avviare una politica di formazione attraverso le terapie occupazionali. Gli autistici possono spesso accedere al telelavoro da casa. Va creata nella Pubblica Amministrazione una politica per far accedere i soggetti con autismo ad alto funzionamento in ruoli che non comportano relazioni. Immagino quanto i soggetti Livello 1 potrebbero rendere nei call center o sulle postazioni informatiche”.

“Va infine evitata la dispersione economica. Non sono sostenibili progetti di soggetti giuridici, finanziati regolarmente, disgiunti dai programmi sanitari. Sarà valorizzato il ruolo delle associazioni gestite direttamente dalle famiglie. La Regione sosterrà economicamente i progetti ‘Dopo di Noi’. Gli autism village del nord Europa, nei quali i normodivergenti sono perfettamente integrati con i normotipici, si sono dimostrati particolarmente efficaci. Saranno valutati con attenzione tutti i progetti proposti dalle famiglie, in condivisione con le strutture sanitarie e con l’alta sorveglianza delle Prefetture”.

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