Secondo Gaetano Manfredi, per costruire un’alternativa solida serve un approccio generoso e unitario da parte di tutti i soggetti coinvolti. Il sindaco sottolinea la necessità di dare spazio a tutte le componenti della coalizione di centrosinistra: “È indispensabile che venga dato un ruolo paritario alle istanze riformiste, cattoliche, civiche”.
Per Manfredi è cruciale che “le forze più grandi, già in campo, confermino l’importanza e la necessità di quest’area politica all’interno della coalizione”. Come modello cita proprio la sua città: “Qui Iv e M5S governano insieme e stanno benissimo. I patti si stringono al momento della stretta di mano”.
Per superare le divisioni e trovare una sintesi, “un garante terzo potrebbe essere una soluzione, ma dovrebbe essere deciso insieme”.
Il sindaco non esclude lo strumento della selezione democratica dei candidati: “Io non sono contrario [alle primarie], l’importante è che non siano divisive. Per questo serve una base programmatica comune”.
Il vero obiettivo politico deve però rimanere la concretezza, superando le storiche resistenze al cambiamento che caratterizzano il Paese: “L’Italia è un Paese dove c’è una forte tendenza alla conservazione… Se vogliamo riuscirci serve un riformismo radicale: oggi servono grandi riforme, dalla sanità ai trasporti. Un riformismo delle cose, come stiamo provando a fare a Napoli”.
Questo modello deve puntare alla crescita e guardare al futuro, affrontando direttamente due grandi emergenze nazionali: “quella demografico” e “i salari bassi”.
L’obiettivo finale deve essere il contrasto all’astensionismo giovanile: “Bisogna riportare alle urne i diciottenni. Facciamo delle proposte politiche che siano interessanti per loro”.
Sul piano delle riforme istituzionali, “serve una legge elettorale che garantisca agli elettori di poter scegliere i propri rappresentanti”.
In vista delle dinamiche per il Colle, Manfredi ammonisce la politica a non forzare la mano: “Legittimo desiderare un esponente di centrodestra, ma il presidente della Repubblica deve essere in ogni caso un elemento di garanzia. Dargli una connotazione politica troppo forte non aiuta la politica e il Paese”.


