di Egidio Leonardo Caruso
Prezzi di carburante, energia e beni di prima necessità alle stelle, come se la passano le tasche di famiglie e consumatori? Cosa si sta facendo? Cosa si potrebbe e dovrebbe fare? Lo abbiamo chiesto alla Responsabile del Codacons Campania sede di Sturno, avvocato Marica Graziosi.
Al momento quali criticità sta riscontrando la vostra organizzazione?
Il Codacons sta monitorando tutti i dati resi pubblici dal MIMIT rielaborandoli quotidianamente, dall’analisi emerge come nonostante il taglio di 20 centesimi a litro delle accise sul carburante, ci sono importanti rincari in Calabria, Molise e Campania, che sfiorano i 2 euro al litro, come organizzazione a tutela dei consumatori inoltre, deve anche estrapolare i listini ufficiali e comprendere bene se questi rincari sono effettivamente corrispondenti agli aumenti dei costi di produzione e approvvigionamento, oppure, mascherano una sorta di speculazione figlia delle tensioni geopolitiche internazionali in corso. Attualmente le famiglie, i consumatori stanno subendo le ripercussioni negative già viste qualche anno fa a causa dello scoppio del conflitto russo-ucraino quindi, stiamo attraversando nuovamente lo stesso scenario, bisogna dire che come associazione qualche settimana abbiamo presentato un esposto presso varie Procure della Repubblica, volto ad accertare la reale natura di questi aumenti del carburante al fine di verificare eventuali ipotesi di reato, fra l’altro il nostro Codice Penale considera come tale, il rialzo fraudolento dei prezzi. Si tratta di un effetto a catena che coinvolge non solo il settore dei carburanti, ma anche tutta la filiera dell’agro-alimentare e delle materie prime industriali.
Quale comparto risulta essere più colpito?
Al momento sicuramente gli effetti negativi maggiori che interessano anche Avellino e provincia, si registrano nel settore energetico proprio in termini di costi di fatturazione che famiglie e imprese sono chiamate a sostenere, senza dimenticare i prodotti agricoli mi riferisco ai fertilizzanti alcuni dei quali, essendo azotati sono importati dai paesi del Medioriente che viste le attuali tensioni geopolitiche che sta attraversando, vede a sua volta un aumento dei prezzi dell’energia, si tratta di uno squilibrio generale. Inoltre bisogna considerare anche l’aumento delle materie prime industriali: rame, ferro, alluminio, nonché dei materiali edili, il tutto a discapito dei costi di produzione e non da ultimo dei salari dei lavoratori, la situazione è veramente delicata ed emergenziale.
Quale comparto invece, sta reggendo meglio?
Sicuramente tutti i settori con scarso utilizzo delle fonti energetiche, o che comunque non riguardano le materie prime, però in ogni caso i consumatori per vivere devono acquistare beni di prima necessità, che hanno bisogno di gas e quindi energia per essere prodotti, possiamo dire che pochi settori si “salvano”.
Come Codacons quali misure ritenete debbano essere messe in campo per mitigare gli effetti della crisi?
Questo è un compito che non spetta certo ad associazioni come la nostra ma agli organi competenti, noi possiamo solo continuare a salvaguardare e tutelare gli interessi dei consumatori, anche delle piccole e medie imprese. Adottare delle soluzioni che possano essere risolutive è estremamente difficile e richiede un grande impegno anche in termini di risorse da stanziare, possiamo sì avanzare delle proposte, ma nel concreto spetta agli organi preposti agire, sicuramente bisogna assolutamente evitare la speculazione.
In qualità di associazione a tutela degli interessi dei consumatori, se si riesce a prevenire ed evitare il proliferare di condotte illecite legate a fenomeni speculativi, già è un grande passo in avanti. Senza dubbio lo spirito collaborativo tra associazioni e istituzioni è un fattore importante che dovrebbe portare all’istituzione a livello nazionale di un tavolo permanente con compiti di tutela e controllo.
Quali previsioni per il futuro?
È obiettivamente molto difficile prevedere cosa accadrà in futuro, tanto dipenderà dalla complessa situazione geopolitica internazionale, quanto dureranno ancora questi conflitti, quanto come Italia riusciremo ad andare avanti mantenendo tutto sotto controllo, credo che dobbiamo continuare a salvaguardare ciò che è possibile nel nostro piccolo.
Si tratta di fenomeni su scala globale le cui effettive conseguenze si vedranno realmente solo nel lungo periodo, certo è che tutti ci auguriamo, che si possa tornare alla normalità il prima possibile, indubbiamente la dipendenza da fonti energetiche prima russe e attualmente dai paesi del Golfo, è qualcosa che stiamo pagando a caro prezzo, soprattutto in un contesto geopolitico internazionale come quello attuale.
Servono interventi concreti di lungo periodo, purtroppo non siamo indipendenti e credo che probabilmente non lo saremo mai del tutto.



