– di Egidio Leonardo Caruso –
L’acqua è un bene prezioso fondamentale per garantire la vita sul nostro Pianeta, ma soprattutto non è infinita, questo è causa di una serie di criticità su scala locale e mondiale, occorre citare alcuni dati Legambiente per chiarire meglio: il 70% del Pianeta Terra è composto da acqua, di cui le acque dolci rappresentano solo il 2,5% e solo lo 0,6 di tutta l’acqua dolce, è disponibile per uso umano, mentre la maggior parte della popolazione mondiale non ha accesso a risorse idriche adeguate.
Le risorse idriche vitali in molti paesi sono sottoposte ad un elevato stress, fisico a causa degli effetti combinati dell’aumento della popolazione globale, dell’impatto dei cambiamenti climatici e dei cambiamenti degli stili di vita. A pesare è anche l’impatto della rivoluzione digitale: 1 milione di litri d’acqua consumati al giorno da un data center medio, si stima che entro il 2027, l’AI globale potrebbe consumare fino a sei volte l’acqua della Danimarca.
L’Italia, dal canto suo è tra i primi Paesi europei per prelievo di acqua potabile, ma ne perde anche tanta, ben il 42,4% a causa della dispersione idrica. Una media nazionale che raggiunge picchi di oltre il 60% al Sud Italia, contro una media europea del 25%.
Un quadro tanto complesso impone a tutti di custodire, gestire e distribuire al meglio questa risorsa vitale, la nostra amata Irpinia, terra dell’acqua, vive ormai da decenni una grave e profonda emergenza idrica, la cosa ha del paradossale, visto che parliamo del bacino idrico più grande d’Europa, ma che spesso si trova con le sorgenti a secco, e continue interruzioni giornaliere, che esasperano i cittadini.
Di tutto questo abbiamo discusso con l’avvocato Mariangela Grasso, Rappresentante Legale del Comitato Civico Uniamoci per l’Acqua.
Quali risultati avete ottenuto finora?
Parlare di acqua significa parlare non soltanto di una risorsa vitale, ma anche di diritti e dignità delle persone, abbiamo avuto delle interlocuzioni con i dirigenti di ACS, che ci hanno prospettato alcune possibili soluzioni per cercare di migliorare la situazione. Sappiamo benissimo tutti che occorrono interventi strutturali, che però richiedono tempi lunghi.
Cosa chiedete ad Alto Calore Servizi?
Chiediamo ad Alto Calore Servizi in attesa degli interventi strutturali tanto attesi, che riteniamo siano non più rinviabili, quantomeno di alleviare le pene dei cittadini che sono letteralmente esasperati, soprattutto nel periodo estivo. Se effettivamente non sono previsti a breve interventi strutturali risolutivi in modo tale da garantire che la risorsa idrica giunga in ogni casa senza problemi, di adottare misure tampone per distribuire l’acqua in maniera uniforme, non è possibile avere interi Comuni completamente “divisi in due”, con zone in cui l’acqua seppur in forma ridotta è sempre presente, mentre altre in cui invece, non c’è mai disponibilità. Serve una programmazione stabile e strutturata capace di garantire una continuità nel tempo.
Ad oggi ritenete sufficienti gli interventi messi in campo da Alto Calore, per fronteggiare un problema tanto complesso?
Assolutamente no, ci giungono diverse segnalazioni da parte dei cittadini, che svegliandosi la mattina aprono il rubinetto e si ritrovano senza acqua, oltretutto senza che nessuno da parte di ACS, si degni di comunicarglielo. C’è un evidente deficit di comunicazione da parte di Alto Calore, noi come Comitato Civico cerchiamo di mediare tra i cittadini che non hanno voce, i dirigenti dell’azienda e chi deve occuparsi di risolvere i reali problemi.
Sulla base della vostra attività di tutela e rappresentanza dei diritti dei cittadini e delle segnalazioni che ricevete, quali sono le maggiori criticità riscontrate?
Sicuramente le maggiori criticità si registrano nella stagione estiva, come testimoniano le continue interruzioni del servizio verificatesi la scorsa estate anche a ridosso di giorni festivi, tuttavia dobbiamo segnalare che anche la stagione invernale appena trascorsa, è stata tutt’altro che positiva.
Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni dagli abitanti di C.da Santa Barbara, ad Ariano Irpino, dove ACS da qualche mese ha provveduto a ridurre la pressione dell’acqua per limitare le perdite, ed evitare nuove rotture delle condotte che tutti sappiamo essere vetuste, nonostante le ripetute segnalazioni dei cittadini nessuno si è interessato al problema, in seguito all’intervento del nostro Comitato ACS ha provveduto a riparare il guasto.
La cosa grave che mi preme sottolineare, è la totale mancanza di trasparenza nel rapporto con i cittadini da parte di Alto Calore, che spesso è a conoscenza dei disservizi ma nonostante le segnalazioni tarda ad intervenire, o quanto meno lo fa più celermente, quando viene sollecitato dai mezzi d’informazione o dal nostro intervento. Riteniamo francamente assurda una tale condotta da parte del fornitore di un servizio essenziale, i cittadini meritano rispetto e risposte concrete.
È sulla qualità del servizio garantito quotidianamente ai cittadini, che si acquista o perde, la fiducia e la credibilità.
Quali prospettive per il futuro?
Tutti riconosciamo di trovarci di fronte un quadro molto complesso, ognuno è chiamato a fare la propria parte con responsabilità, compresi i sindaci primo riferimento delle comunità, e parte integrante del sistema. Non spetta certo a noi come Comitato -non siamo tecnici- individuare le possibili soluzioni per cercare di mitigare i disagi in tutta l’Irpinia, semmai è un compito che spetta ai tecnici di ACS, sicuramente a breve chiederemo un incontro per cercare di capire come si intende affrontare la stagione estiva.
Al netto delle piogge di questo inverno non possiamo affidarci ad un Santone, un Guru, per scongiurare il rischio di ritrovarci senza acqua e lasciare i cittadini in uno stato di perenne emergenza con gravi rischi sul piano igienico- sanitario e sociale.



