Un qui pro quo. Uno scambio di congressi. Maria Sabina Galasso lo avrebbe scoperto solo l’altro giorno partecipando al congresso nazionale della Lega, senza ritrovarsi tra i delegati. Perché? Perché risulterebbe essere segretaria cittadina e non segretaria provinciale del Carroccio irpino.
Com’è possibile? In pratica, pare che il congresso provinciale della Lega Irpinia, celebrato lo scorso 27 luglio, sia stato invece classificato come congresso cittadino. E nessuno se ne sarebbe accorto se non oggi la direzione nazionale.
Eppure al congresso “provinciale” è filato tutto liscio: un dibattito serio sui problemi delle aree interne, il voto, la proclamazione degli organi di partito. Un evento ben organizzato, con tanto di buffet. Presenti i vertici leghisti della Campania, da Gianpiero Zinzi (coordinatore regionale della Lega Campania e deputato) a Severino Nappi (vicecoordinatore della Lega in Campania e componente del Consiglio federale), passando per l’allora commissario della Lega irpina, Luigi Barone. Tanti gli ospiti: gli alleati di coalizione, i leader dei sindacati irpini, gli imprenditori più in vista del territorio. E Galasso, visibilmente soddisfatta, si è subito messa al lavoro con determinazione, sempre attenta, dinamica e operativa in veste di segretaria provinciale. Ha fatto il possibile per rilanciare il partito, o perlomeno per tirare avanti il Carroccio nel migliore dei modi. I risultati non si sono ancora visti: probabilmente è presto. Ma la questione non è politica.
Galasso avrebbe chiesto subito al suo partito di fare chiarezza sulla vicenda e, intanto, sarebbe intenzionata a dimettersi da segretaria cittadina o provinciale. Stessa cosa il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, presidente cittadino o provinciale della Lega. A meno che i due non accettino il cortocircuito tra gli incarichi. Meglio di niente.
(Antp)

