Da Benevento si alza la voce del Comitato sannita per l’Acqua bene comune che segue il Coordinamento campano per l’acqua pubblica. Dopo la parziale, ma significativa vittoria, che “dovra’ essere seguita da fatti concreti”, in merito all’annullamento da parte della nuova Regione, presidente Roberto Fico, della gara dell’affidamento della gestione che guardava, praticamente, alla privatizzazione. Giovanni Seneca, presidente del Comitato sannita, il processo in atto “presentato come operazione di efficientamento” se fosse andato in porto avrebbe, invece, rappresentato una “chiara volontà politica di ignorare la volontà popolare espressa nel referendum del 2011”. Quella seguita alla decisione di palazzo Santa Lucia è stata “una vittoria della mobilitazione popolare – continua il Comitato – oltre a provare il fallimento dell’affidamento ai privati”. Ancora Seneca ribadisce che “se sulla grande adduzione è stata riconosciuta la necessità della gestione totalmente pubblica, non esiste nessuna ragione logica e giuridica per proseguire con la gara per il socio privato di Sannio Acque”. L’acqua deve essere pubblica dappertutto, insomma. Insieme, quindi, al Coordinamento Campano per l’acqua pubblica si oppone “alla società mista Sannio Acque srl” prima di mettere sul tavolo della discussione tre richieste: “immediato annullamento della gara per l’individuazione di un socio privato nel distretto sannita, una nuova determinazione di Eic Sannio per gestione interamente pubblica e un invito ai Comuni sanniti a non deliberare la vendita del servizio idrico”. Finiti nel mirino anche alcuni dati alla base del piano economico. Secondo il Comitato sannita, infatti, sarebbe un progetto che ha i “piedi d’argilla” e basato su “numeri non corretti “. Prima perché il calcolo di costi di gestione dell’intera operazione è stato fatto male. Infatti, da Benevento contestano il fatto che “sarebbero stati ripartiti sull’intera popolazione, oltre 276mila abitanti, e non sugli sugli utenti effettivamente serviti da Gesesa spa, che sono circa 118mila”. Se il costo stimato, quello reale, per il Comitato sannita, sarebbe di 50 euro, viene ritenuto, secondo i precedenti calcoli, “superiore a 116 euro.Con il rischio di futuri aumenti “. Per questo chiede ad Arera: ” Su quali dati sono stati verificati gli aumenti già deliberati”? Il presidente del Comitato, Giovanni Seneca, punt il dito anche contro l’amministrazione comunale di Benevento “che non discute, da mesi, una interrogazione sulle tariffe”. E ancora si evidenzia come il piano economico finanziario sia considerato “un rischio concreto per le tasche dei cittadini, con possibilirincari immediati per coprire il deficitdi gestione”. Quindi, Seneca, conclude: “Non permetteremo che, il Sannio, diventi terreno di conquista per multinazionali. L’acqua deve uscire dal mercato e tornare nelle mani dei
Da Benevento l’appello del Comitato: fermate la gara per Sannio Acque
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