di Ernesto Caprio
Per il terzo anno consecutivo “Il Cinema in segreto” ha acceso le sue proiezioni all’aperto su schermi allestiti con passione e creatività, a volte non risparmiati da un vento comunque gradito nelle serate di questa estate caldissima. Il pubblico sempre più numeroso – testimonianza della sotterranea, ma non trascurabile, richiesta di cinema “impegnato” in alternativa all’invasione di film di pura fantasy o di vuota, ripetitiva, seriale azione spettacolare – ha così potuto fruire di uno spettacolo di impegno culturale ed umano.
Grande riconoscenza, dunque, a ragazzi che dedicano tempo ed energie a questa avventura: realtà importante, e speriamo sempre più stabile ed attiva, per un territorio che registra una scolarizzazione crescente, anche a livello universitario.
Quando la impagabile bellezza di una serata d’estate, sotto il cielo mediterraneo, viene così accompagnata da una proposta di cinema d’arte, sempre più preziosa per l’ostracismo indiretto che la logica del mercato impone alle nostre ancor numerose sale cinematografiche, si generano appuntamenti per serate indimenticabili di respiro internazionale.
Il programma di quest’anno, infatti, ha toccato problematiche e realtà che vanno dall’estremo oriente (Myanmar) all’Iran, dal Messico ed altra immigrazione presente in USA al Bhutan, per finire al dramma umano di Gaza, che continua a consumarsi sotto gli occhi distratti o impotenti dell’umanità intera: l’arte ed in particolare l’audiovisivo sono un efficace mezzo per condurci all’interno di questi drammi. Così avvenne per il neorealismo italiano, grande rivoluzione nella concezione dell’opera cinematografica, sguardo realisticamente rivolto alla guerra ed alle realtà immediatamente successive. Non è mancata una serata dedicata al cinema italiano realizzato da piccole produzioni: tre cortometraggi a soggetto realizzati nell’area napoletana, maturi nello stile, radicati ed immanenti nella realtà del territorio; e poi nella stessa serata un film, stilisticamente sperimentale anche se ancora troppo acerbo, ambientato nell’interessante mondo della boxe dilettantistica della periferia romana.
Quest’anno le proiezioni hanno interessato nuovi comuni dell’Irpinia oltre a Lioni e Caposele: Castelfranci e Sant’Angelo dei Lombardi, quest’ultimo nella magica location dell’Abbazia del Goleto.
Insomma, un’avventura culturale, sostenuta anche dalle proloco locali, ma soprattutto dalla passione e dalla ostinata volontà e dedizione al lavoro di giovani consapevoli dell’importanza, che ancora oggi può avere l’arte nella cultura contemporanea nei confronti di un mondo sempre più interdipendente nelle proprie realtà, e che non possiamo più permetterci di ignorare.

