Se alle amministrative di Avellino ci sarà il campo largo, se la coalizione ad Avellino si riuscirà a fare, allora il problema sarà bello e servito. Perché il Pd non vuole cedere: al partito che ha più consenso in città tocca indicare il candidato sindaco. E sarà un dem, costi quel che costi, dicono a via Tagliamento. Perché, aggiungono, non possono subire l’ennesima imposizione, dopo lo scorso anno quando furono costretti a digerire la candidatura di Antonio Gengaro, esponente Pd che aveva la benedizione del Nazareno e di una buona parte della sinistra ma che, paradossalmente, non aveva l’appoggio del Pd irpino. Tanto che il giorno dopo le amministrative, Gengaro, candidato sindaco sconfitto, non fu capogruppo pd.
Oggi buona parte del Pd cittadino, che fa riferimento al capogruppo regionale del partito, Maurizio Petracca non ne vuole sapere di rinunciare al candidato sindaco. C’è un tris di candidati pronti: Enza Ambrosone, Nicola Giordano – che ha proposto le primarie, che sarebbe una soluzione – e Luca Cipriano.
Ma il resto della coalizione frena la fuga in avanti: il programma prima di tutto, così si dice sempre, poi piano piano ricostruire il fronte progressista e infine il candidato. È la posizione di SiPuò, Controvento, Sinistra Italiana e del resto del popolo della sinistra: ci sarebbero Rifondazione comunista di Costantino D’Argenio e Unità Popolare di Aldo D’Andrea. Il Pd fa spallucce e tira dritto. Risponde che il campo largo non è obbligatorio. Di male in peggio, la sinistra replica: certo che no, non è un automatismo.
Ma se il campo largo è possibile a Salerno, nonostante Vincenzo De Luca alzi il prezzo attaccando il presidente della Regione Roberto Fico al solo scopo di mediare più agevolmente con i 5s, che sono stati all’opposizione del sindaco dimissionario deluchiano Enzo Napoli, allora il centrosinistra unito è probabile ad Avellino.
Se ci sarà una regia regionale a escogitare la strategia a Salerno, ad Avellino e nei grandi comuni al voto in primavera, allora alle amministrative il campo largo è quasi inevitabile, come affermano Fico, Noi di Centro del sindaco Clemente Mastella e il Pd in Regione.
Però i candidati sindaci vanno concordati, ragionando e a volte sragionando.
Se è così, i 5s del deputato Michele Gubitosa hanno il diritto di dire la loro, di proporre qualcuno. E c’è chi assicura che hanno i loro candidati sindaco. Fico è già stato avvertito. I nomi: l’ex consigliere regionale Vincenzo Ciampi, già sindaco di Avellino nel 2019, o un giovane come Antonio Aquino o l’ex sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia o l’imprenditrice Maura Sarno.
Insomma, qualcuno o qualcosa i 5s si inventeranno. Se non sarà un candidato 5s, allora un civico con un buon appeal. Oppure, perché la sinistra non può provare a fare un nome? Niente ormai è fantapolitica, tutto è possibile, insegnano le regionali: De Luca che abbraccia Schlein e bacia Fico a Napoli, a Salerno e ad Avellino.



