Un nuovo traguardo per l’Ecomuseo delle Cucine Rurali dell’Alta Irpinia. E’ l’Archivio Documentale Fotografico che sarà inaugurato il 26 luglio ad Oscata, in un’antica abitazione rurale. Un luogo della memoria completamente dedicato alla rappresentazione per immagini delle ritualità, delle tradizioni e delle attività lavorative che hanno caratterizzato la vita del territorio. La comunità di Oscata inVita ha deciso di accogliere, raccogliere, conservare ed archiviare le foto d’epoca recuperate nei cassetti, dai quadri e dalle cristalliere delle famiglie del posto, che hanno abitato e curato il territorio, per esporle in un unico luogo da destinare alla visita di ospiti e curiosi, arricchendo il percorso proposto con un vero e proprio passaggio nel tempo all’interno di un edificio caratteristico quale il Casino di Oscata. Il progetto si propone di offrire una testimonianza visiva e reale dell’operosità e della vitalità del territorio in cui le attività agricole, svolte nei campi e nelle aie, si intrecciavano e alternavano con le cerimonie religiose, diventando esse stesse vere e proprie ritualità pagane. “L’auspicio – spiega Domenico La Penna di Oscata inVita – è condurre ad una riflessione sui tanti temi trattati dalle immagini, come il rapporto con gli animali, fedeli alleati delle fatiche quotidiane o sacrificati per soddisfare il fabbisogno alimentare, sulla vita di comunità in festa ed a lavoro, sull’alternarsi delle stagioni e sulla semplicità dei rapporti umani. In occasione dell’inaugurazione sarà aperta anche “Centro Stoico” una installazione fotografica esterna lungo tutto il borgo”.
Prosegue, dunque, il progetto dell’Ecomuseo, grazie al quale la comunità di Oscata cerca di far rivivere le ritualità, le tradizioni e gli usi tipici delle Cucine Rurali di una volta, attraverso l’utilizzo di manufatti, architetture rurali e strumenti di un tempo, raccontando e proponendo antichi metodi e gestualità, con uno spirito innovativo e coinvolgente, aperto all’esperienza di ospiti e curiosi.
L’intento della comunità è far conoscere come le funzionalità delle cucine moderne fossero vissute nel passato. Nell’Ecomuseo infatti è ancora possibile scoprire le capacità di una laboriosa comunità di contadini, allevatori e mestieranti che fino agli anni ’50 riusciva ad avere accesso ad acqua, energia, riscaldamento, refrigerazione, essiccazione, conservazione dei cibi e loro produzione, utilizzando le risorse naturali in un modo completamente diverso da quello attuale. Nel borgo rurale infatti è possibile rivedere e rivivere il ciclo di produzione dei cereali, dei formaggi, dei salumi e degli ortaggi.



