Il sindaco di Montefredane Ciro Aquino evidenzia alcune criticità nella scelta di convocare per il 6 giugno prossimo le elezioni del presidente della Provincia di Avellino: “La convocazione determina un quadro di forte criticità sul piano istituzionale e democratico. La scelta operata dall’attuale presidente, Rizieri Buonopane, appare tardiva e difficilmente giustificabile, soprattutto alla luce del fatto che il mandato si è concluso il 19 dicembre 2025 e che le elezioni avrebbero dovuto essere indette nei termini previsti dalla legge”.
“Il decreto di indizione stabilisce che il corpo elettorale venga determinato al 35esimo giorno antecedente la votazione, cristallizzando di fatto la platea degli aventi diritto prima dello svolgimento delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026. Ne deriva il rischio concreto che il voto provinciale si celebri sulla base di una rappresentanza non aggiornata alla reale volontà popolare, con possibili effetti distorsivi sulla legittimità politica dell’elezione”.
“A ciò si aggiunge una evidente sovrapposizione con il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, previsto per il 7 e 8 giugno, con seggi aperti già dal 6 giugno, che contribuisce ad alimentare ulteriore confusione e disordine istituzionale”. Il sindaco Aquino ha già proposto ricorso al Tar di Salerno per la mancata convocazione nei termini delle elezioni per la presidenza della Provincia: “Non si può pensare di piegare le regole istituzionali a esigenze contingenti. Le elezioni dovevano essere convocate nei tempi previsti. Oggi ci troviamo invece di fronte a una scelta che rischia di compromettere la trasparenza e la correttezza del processo democratico”.
“Riteniamo che gli effetti di una simile decisione non possano essere sanati con una forzatura procedurale. Per questo motivo, ci riserviamo di verificare ogni profilo sul piano amministrativo e contabile, a tutela della legittimità degli atti e del corretto funzionamento delle istituzioni. Le istituzioni devono essere presidio di legalità e rispetto delle regole, non terreno di manovre opportunistiche. Su questo non faremo passi indietro”.


