“Sto abbastanza bene. L’aggressione è avvenuta sotto casa mia, in Via Piave. Erano due persone incappucciate e io stavo rincasando con la spesa. Mi sono saltati addosso, c’è stata una colluttazione e avevano un tirapugni”. Dopo l’aggressione e il pestaggio, Lello Gavitone è ancora scosso.L’imprenditore e dipendente dell’Alto calore è stato aggredito, a calci e pugni e con una ieri sera, sotto casa sua, in via Piave, da due giovani incappucciati.
“Alla fine mi hanno colpito alla testa: è uscito del sangue, sono caduto e sono stato preso a calci. Erano ragazzi. Non riesco a darmi una spiegazione di ciò che è accaduto. La cosa più strana è che non hanno parlato. Ci ho riflettuto anche stanotte, insieme agli amici che sono venuti a casa. Non hanno detto una parola. Nemmeno per dire ‘Hai fatto questo’. Sai, di solito quando succedono certe cose si dicono anche parole pesanti, invece loro non hanno detto nulla”.
Lei che idea si è fatto?
“Nessuna. Io gestisco locali, lavoro anche all’Alto Calore. Ho buoni rapporti con tutti, però sono in un reparto che si occupa comunque delle morosità e del recupero crediti”.
E’ successo qualcosa di particolare in questi giorni?
“Ieri mattina, infatti, ho fatto tre o quattro interventi. Mi porto le squadre. Vado io, mi presento di persona. Non vorrei che qualcuno di loro… ho pensato anche a questo. Però conosco tante persone, opero in vari campi, non faccio solo quello. Sto anche aprendo un altro locale con un amico, al Corso Vittorio Emanuele. Ho pensato a tutto, ma davvero non ne ho idea”.
Ha paura?
“Non è una cosa normale subire un’aggressione alle otto di sera in Via Piave. C’erano un sacco di persone: hanno rischiato pure loro”.
Come sta?
“Ora sto andando a sporgere denuncia. Successivamente devo tornare in ospedale perché ieri c’era troppa confusione, e ora mi devono mettere i punti. Devo fare una TAC: ho la mano rotta, perché comunque sono riuscito a colpirli. Ho cercato di difendermi, ma ho anche un trauma cranico”.
Il suo episodio arriva dopo l’aggressione a un dipendente di Irpiniambiente, due raid — uno ad Atripalda e un altro proprio nel capoluogo. Ad Avellino c’è un brutto clima.
“Alle 20 di sera, in Via Piave — un posto sostanzialmente vuoto a quell’ora — non te lo aspetti. Io ero stato poco prima a Via Tagliamento, al bar di mia sorella. Insomma, non è che mi muova tanto: faccio sempre gli stessi percorsi. E stiamo parlando comunque del centro di Avellino, di Corso Vittorio Emanuele…”



