A Solofra, nel giorno dell’inaugurazione del suo comitato elettorale, Gianluca Festa non poteva non mettere al centro del suo intervento la questione del Landolfi: “E’ stata fatta un’operazione di maquillage, per buttare un po’ di fumo negli occhi: qui c’era una struttura d’eccellenza, fino a quando il governo De Luca non ha deciso di fatto di smantellarla. Solo dopo le proteste, hanno provato a proporre una soluzione. Ma il tema è che qui c’era un ospedale che funzionava alla grande, un riferimento per tutta la Valle dell’Irno. Oggi c’è una struttura che offre prestazioni, ma assolutamente non è più all’altezza di quella che c’era prima, tanto meno è sufficiente a rispondere alle richieste del territorio”.
Il comitato elettorale dell’ex sindaco, candidato al consiglio regionale con la lista Moderati e Riformisti, con Cirielli presidente, è in via Felice De Stefano. Con Festa ci sono i fedelissimi ex consiglieri comunali ed assessori, da Mario Spiniello a Giovanna Vecchione, passando per Teresa Cucciniello, c’è l’altra candidata alla regione, Monica Spiezia, anche lei ex consigliera ed assessora, il sindaco di Santo Stefano del Sole Gerardo Santoli. E ancora, ci sono anche due riferimenti politici molto radicati a Solofra, Gabriele Buonanno, assessore al comune della cittadina della concia, e Pio Gagliardi.
Festa promette che se sarà eletto farà “tornare il Landolfi un vero ospedale”. Poi l’affondo contro De Luca: “La vicenda dell’ospedale è stato un furto al territorio voluto dal governatore. La gente ricorda bene chi ha adottato quell’atto, chi non ha protestato, chi ha fatto finta di niente. E chi, come me, pur essendo sindaco di Avellino, non di Solofra, ha impugnato l’atto della Regione insieme all’ex sindaco di Solofra, Michele Vignola. Abbiamo provato a vincere una battaglia di giustizia e di civiltà davanti ai giudici amministrativi”
Passando al tema dell’acqua, Festa osserva che anche per quanto riguarda l’emergenza idrica la regione ha le sue responsabilità: “Noi siamo il bacino idrico più prezioso del Centro-Sud, ed è vergognoso che l’Irpinia debba interrompere il servizio non solo d’estate, ma anche in questi giorni invernali.
La regione ha dato soldi a pioggia, senza immaginarne l’obiettivo: mirare alla manutenzione delle condotte idriche. Abbiamo in molti casi il 50–60 per cento di perdite. E questo porta alla carenza di acqua. Noi in Irpinia produciamo molta acqua, la distribuiamo persino alla Puglia facendola pagare meno di quanto ci costa in Irpinia”.
Per Festa la regione ha trattato l’Irpinia come una “colonia”: “Ogni volta che c’era da fare una nomina, una scelta, penso all’Alto Calore per fare un esempio eclatante, è possibile che non ci fosse un manager in tutta l’Irpinia in grado di guidare l’ente? Stessa cosa potrebbe dirsi per il Moscati. Da anni va avanti così. Non è possibile. Ci hanno trattati come dei cerebrolesi, come una colonia”.
E allora Festa chiede “un moto di riscatto, di ribellione, di liberazione. Perché è un fatto che l’Irpinia sta cadendo a pezzi. E se in dieci anni è ridotta così, di chi è la responsabilità se non di chi ha governato?”.
In chiusura, Festa parla della sua campagna elettorale “straordinaria in termini di affetto ed entusiasmo. Perché la gente ricorda con piacere gli anni della mia amministrazione comunale ad Avellino”. Aggiunge infine: “Il mio è un voto popolare e non di apparato. Gli apparati votano gli altri, io ho la gente. Mi dicono: ti vediamo solo. Mi vedrete in tanta compagnia nelle urne. Conta il consenso, contano i voti. E io sono sicuro che molti resteranno meravigliati dal consenso che otterrò”.







