AVELLINO – In occasione della Festa della Musica, l’Archivio di Stato di Avellino, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa”, promuove il convegno dal titolo “Franco Ferrara: la forza occulta dell’arte di dirigere”, in programma venerdì 19 giugno dalle ore 11 alle 18.
L’iniziativa intende rendere omaggio a una delle figure più autorevoli della musica italiana del Novecento: Franco Ferrara (1911-1985), violinista, pianista, organista, compositore e soprattutto direttore d’orchestra di fama internazionale, considerato da molti il più grande direttore della sua generazione.
I lavori si apriranno alle ore 11 con i saluti istituzionali della direttrice del Conservatorio “Domenico Cimarosa”, Maria Gabriella Della Sala, e del direttore dell’Archivio di Stato di Avellino, Lorenzo Terzi.
Seguiranno gli interventi di Roberto Liso, compositore e direttore d’orchestra, che approfondirà il profilo umano e artistico del maestro nella relazione “Franco Ferrara: genio musicale, dolore profondo, riscatto personale. La coerenza dell’uomo”; di Martine Vaffier, contrabbassista e direttrice d’orchestra, con “Franco Ferrara: un amore cosmico”; e di Gian Luigi Zampieri, direttore d’orchestra e docente del Conservatorio “Francesco Morlacchi” di Perugia, che proporrà una riflessione sul rapporto tra scrittura musicale e interpretazione nel contributo “La partitura come laboratorio alchemico nella trasmutazione del segno in suono”.
Alle ore 15 spazio alla musica con il concerto degli allievi del Conservatorio “Domenico Cimarosa”: Chiara Tarantino e Arianna Gurrali ai violini, Clarissa Costa alla viola, Francesco Tei al violoncello e Francesco Paolo Pesante alla chitarra.
La seconda sessione, in programma dalle ore 16, vedrà gli interventi di Keith Goodman sul lascito discografico di Ferrara, di Alessandra Carlotta Pellegrini sul repertorio diretto dal maestro e di Lorenzo Terzi, che illustrerà le vicende archivistiche del fondo documentario dedicato a Franco Ferrara, conservato presso l’Archivio di Stato di Avellino.
La giornata rappresenta un’importante occasione di studio e approfondimento su una personalità che, dopo essere stata costretta ad abbandonare il podio nel 1948 a causa di una malattia nervosa mai completamente chiarita, seppe trasformare la propria esperienza artistica in una straordinaria attività didattica. Tra i suoi allievi figurano alcuni dei più importanti direttori d’orchestra del panorama internazionale, tra cui Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Gianluigi Gelmetti, Daniel Oren e Aldo Ceccato.
A oltre quarant’anni dalla sua scomparsa, il convegno avellinese restituisce così il profilo di un artista capace di lasciare un’impronta profonda nella storia della direzione d’orchestra, non soltanto attraverso le sue interpretazioni, ma anche grazie all’eredità culturale e formativa trasmessa alle generazioni successive.


