di Antonio Polidoro
L’arte raffinata e costantemente in evoluzione di Gianni Maglio approda in uno dei luoghi simbolo della storia irpina, il Castello Ducale di Bisaccia, splendidamente valorizzato dall’Amministrazione Comunale e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.
La mostra dell’affermato pittore irpino, che si è sempre distinto per una continua ricerca dagli esiti straordinariamente esaltanti, sarà inaugurata domenica 7 agosto, alle 12 e resterà aperta fino al 30 agosto.
Pur avendo eletto l’Irpinia a sua privilegiata fonte di spirazione attraverso una felice rappresentazione del suo patrimonio paesaggistico e monumentale, Gianni Maglio è il meno “provinciale” dei pittori irpini.
Qualche mese fa ha partecipato con notevole successo alla Biennale di Venezia.
La Mostra bisaccese, promossa da Arteuropa in collaborazione dell’architetto Guarino, responsabile della Pinacoteca di Teora è patrocinata dall’amministrazione Comunale di Bisaccia, retta con attenta fantasia organizzativa da Marcello Arminio.
Di Maglio hanno scritto, sin dagli anni settanta, i grandi critici italiani.
Tutti hanno colto la continua, si direbbe, maniacale “ricerca” che, pur nella costante nobiltà di segni forme, scelte cromatiche, ha saputo conservare quel raro sustrato di “natura culturale” che, sempre e comunque, deve accompagnare e impreziosire ogni significativa esperienza artistica.
Gli esiti poetici delle tele (come delle splendide opere in ceramica) di Maglio costituiscono un indiscutibile valore aggiunto ad una carriera artistica che si fonda su una sicurezza tecnica di palpitante evidenza e riesce brillantemente a conseguire quella capacità di suscitare emozioni che le opere del pittore irpino riescono generosamente a trasmettere.
Si tratta, in sostanza, di quella capacità di saper cogliere la suggestione “di eventi lontani e recenti” di cui parla il critico Vella in un brillante ritratto del nostro pittore.
Il compianto amico Angelo Calabrese, uno dei capiscuola della critica d’arte del secondo novecento, raffinato intellettuale, scrisse ,da par suo, che ” Maglio è un osservatore dei ritmi delle stagioni, è amante della libertà, rispetta la natura quasi con una fede feroce, la guarda incantato e stupefatto, continua a domandarsi il perché dell’umano soffrire”.
Sono giudizi autorevoli… che ogni artista vorrebbe poter scrivere a corredo del suo catalogo.

