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Giornate del patrimonio, i musei irpini aprono le loro sale nel segno di memoria e tradizioni

Tornano il 23 e 24 settembre le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), promossr dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura. Filo conduttore dell’edizione 2023 è “Patrimonio InVita”, traduzione di “Living Heritage”, lo slogan scelto dal Consiglio d’Europa e condiviso dagli Stati aderenti alla manifestazione. E’ un invito a riflettere insieme sul valore culturale di conoscenze, tradizioni, pratiche e modi di vivere ereditati dalle generazioni passate e ancora oggi utili a comprendere il presente e pianificare il futuro.

Nelle due giornate sono previste visite guidate, aperture straordinarie, convegni e altre iniziative nei musei e nei luoghi della cultura pubblici e privati presenti su tutto il territorio nazionale.

L’Archivio di Stato di Avellino propone una mostra dal titolo “Fiere inVita”: la tradizione fieristica in Irpinia”. L’itinerario ripercorre le fiere che si svolgevano sul territorio, molte delle quali ancora oggi “in vita” e che raccolgono nelle nostre piazze usi, costumi e cultura attraverso il commercio di beni. Di qui la scelta di esporre documenti presenti in Archivio e facenti parte per lo più del fondo della Prefettura. I documenti permettono di ricostruire le fasi istitutive ed organizzative di questi eventi in Irpinia, a partire dal XIX secolo, e di porre in evidenza uno dei momenti di maggiore aggregazione nei nostri piccoli Comuni, che riuscivano ad unire il sacro con il profano. Le maggiori fiere, infatti, avvenivano in occasione di feste patronali o Santi molto venerati: non ha importanza quanto piccolo fosse il Comune, poiché un’intera comunità era comunque sempre in grado di muoversi per organizzare una festa per il suo santo patrono. Un esempio è rappresentato dalla fiera di Santa Caterina a Montecalvo Irpino, uno dei centri fieristici più importanti del meridione, con venditori ambulanti provenienti da varie zone del Sud. Evento antichissimo che si ripropone ogni anno alla fine del mese di novembre, inizio della stagione fredda e chiusura di quella agricola, dove appunto si acquistavano le scorte per l’inverno. Anche la storica fiera di Sant’Egidio a Montefusco, che vede la sua origine nel 1625 e si è sempre tenuta a pochi passi dal Convento dei Cappuccini dedicato alla Madonna delle Grazie e conosciuto da tutti come il Convento di Sant’Egidio.

Al Museo archeologico di Bisaccia gli operatori museali, attraverso l’analisi dei reperti in esposizione, accompagneranno i visitatori alla scoperta dei corredi funerari (armi e gioielli) di uomini e donne indigene che vissero nell’insediamento preromano intercettato da Gianni Bailo Modesti nella località Cimitero Vecchio di Bisaccia, riportando alla ribalta le eccezionali sepolture della “Tomba della principessa” e della cd “Tomba del guerriero”, due sepolture aristocratiche del periodo orientalizzante (VII secolo a.C.).

Il Museo della civiltà normanna di Ariano racconterà l’epopea normanna nel Sud Italia. La narrazione racconta l’avventura dei Normanni nell’Italia del Sud ed i momenti più salienti che coinvolsero la città di Ariano ed il suo territorio: l’Assemblea generale del settembre 1140 di tutti i dignitari del Regno, Nobili ed ecclesiastici qui convocati da Ruggero II, per emanare una Costituzione da valere per tutto il Regno dal Tronto alla Sicilia, che sostituisse il diritto consuetudinario sino ad allora praticato; la Riforma monetaria con la coniazione del Ducato.
La visita continua con le Sale di Ruggero II e di Federico II e la monetazione coeva. Nella galleria del Museo il visitatore sarà attratto dalla copia del Mantello di Ruggero II e da un manichino con l’equipaggiamento del cavaliere normanno. La visita si conclude con le tre Sale che ospitano una collezione di oltre 270 pezzi di Armi in asta, un unicum nel panorama museale nazionale.

Il Museo di Carife esporrà la mostra “Esplorando il patrimonio in vita”, organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Scienze Umane Filosofiche e della Formazione, attraverso l’innovativa combinazione di tecnologia, come la realtà virtuale e la stampante 3D, per promuovere una didattica Museale coinvolgente  e interattiva.

I visitatori potranno indossare visori VR per viaggiare indietro nel tempo e potranno usufruire della stampa 3D, vedendo repliche degli oggetti esposti. Infine, ci saranno esperti che accompagneranno il visitatore nel Museo.

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